L'umorismo nella dialettica di Hegel
Quando si parla di umorismo, io penso sempre al filosofo Hegel. Il suo libro La grande logica lo lessi una volta che avevo i reumatismi e non potevo muovermi. È una delle più grandi opere umoristiche della letteratura mondiale. Tratta della maniera di vivere dei concetti, queste esistenze scivolose, instabili, irresponsabili; come s’insultano l’un l’altro e fan la lotta a coltello e poi si siedono a tavola insieme per la cena, come non fosse successo niente. Essi compaiono, per così dire, a coppie, ciascuno sposato col suo contrario, e le loro faccende le sbrigano in coppia, cioè firmano contratti in coppia, fanno processi in coppia, organizzano irruzioni e scassi in coppia, scrivono libri e fanno dichiarazioni giurate in coppia, e cioè come coppia completamente in disaccordo su ogni cosa. Ciò che afferma l’ordine, lo confuta subito, possibilmente nello stesso momento, il disordine, suo compagno inseparabile. Non possono vivere l’uno senza l’altro, né l’uno con l’altro.

Lo spirito, l’ironia di una cosa lui lo chiama la dialettica. Come tutti i grandi umoristi, egli diceva tutto con la faccia più seria di questo mondo. I più grandi sovversivi si definiscono allievi del più grande sostenitore dello stato! Tra parentesi, questo testimonia in favore del loro umorismo. Difatti, non ho mai visto un uomo privo di umorismo che capisse la dialettica di Hegel.

Crediti
 • Bertolt Brecht •
 • Dialoghi di profughi •
 • Pinterest •   •  •

Similari
 ⋯ Pedro Páramo
35% EstrattiJuan Rulfo
Álvaro Mutis salì a grandi falcate i sei scalini di casa mia con un pacchetto di libri in mano, separò dal mucchio il più piccolo e sbellicandosi dal ridere mi disse: – Leggi questo, cazzo, e impara! – Era Pedro Páramo. Quella notte non potei dormire prim⋯
 ⋯ Salto nel nulla
20% Emil CioranEstratti
Sento la vita scricchiolare in me per l’eccesso di interiorità, ma anche di squilibrio. È come un’esplosione incontrollabile, che può far saltare irrimediabilmente in aria anche te. All’estremo della vita senti che essa ti sfugge, che la soggettività è un⋯
 ⋯ La sfumatura
18% EstrattiPaolo Sorrentino
Tutto quello che non sopporto ha un nome. Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità. Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza. I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata. L⋯
 ⋯ Il secondo diario minimo
13% EstrattiUmberto Eco
Si tratta di immaginare come vari personaggi risponderebbero alla domanda “Come va?”   Icaro: Uno schianto  Proserpina: Mi sento giù  Prometeo: Mi rode…  Teseo: Finché mi danno corda…  Edipo: La mamma è co⋯
 ⋯ Enciclopedia del cuore e del linguaggio
12% Claudio MagrisEstratti
A la recherche du temps perdu non è soltanto il più grande trattato sulle passioni umane offerto dal XX secolo, ma è anche il romanzo che si è più genialmente servito della quarta dimensione, il tempo, per delineare i personaggi. Questo tempo bergsoniano ⋯
 ⋯ Ensaio sobre a Cegueira
11% EstrattiJosé Saramago
In una città mai nominata, un automobilista fermo al semaforo si accorge di essere diventato improvvisamente cieco. La sua malattia, però, è peculiare: infatti egli vede tutto bianco. Tornato a casa con l’aiuto di un altro uomo (che ben presto si rivelerà⋯