Egon Schiele ⋯ Femme au collant vert
Non si ricorda, signore? Nemmeno lei? Ecco, tutto quello che posso ancora dirle è che all’angolo c’era un pozzo, un pozzo artesiano, di fronte alla scuola. Lì vicino c’era una caserma, a sinistra, dietro l’angolo, all’altra estremità della strada. Noialtri ragazzini potevamo spingerci fin là. Non c’era molto traffico. E all’angolo, accanto alla caserma, c’era il capolinea dei tram (piccoli tram gialli e azzurri). Ah, sì, signore, dimenticavo di dirle che lungo la fila degli ippocastani, sulla destra, era stato scavato, alla vigilia della guerra, un rifugio a zig-zag. Lì si riuniva la nostra banda. Sì, forse questo particolare può aiutarla a ricordare: c’era un grande rifugio. Certo, di rifugi ce n’erano ovunque, ma ricordo bene che in nessuna strada, all’infuori della nostra, c’erano gli ippocastani. Naturalmente, questi sono semplici dettagli, ma voglio solo dirle che sono assolutamente certo che in quella strada c’erano gli ippocastani, mentre queste, signore, sono acacie, e non vedo nessun pozzo, e d’altronde mi sembra impossibile, forse lei si sbaglia, doveva essere un’altra strada a chiamarsi via Bem, questa mi pare troppo piccola. Comunque, la ringrazio, controllerò. Busserò a qualche porta e chiederò: Questa strada si chiamava via Bem prima della guerra? Perché mi sembra molto strano, signore, non credo che tanti ippocastani siano potuti scomparire così, almeno uno ne sarebbe rimasto, gli alberi, in fin dei conti, vivono a lungo, gli ippocastani, signore, non muoiono mica così facilmente.

Crediti
 • Danilo Kiš •
 • Dolori precoci •
 • SchieleArt •  Femme au collant vert • 1917 •

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