Madre e figlio
La corriera arrivò alle nove e mezzo. Charlie era pateticamente grato a sua madre per aver detto di sì. Stella invece aveva una nottataccia alle spalle, e potendo si sarebbe tirata indietro, anche se la prospettiva di rimanere a casa da sola le sembrava ancora meno attraente. In tempi migliori, pensò, avrebbe chiesto a Max di prescriverle qualcosa, perché doveva pur esserci qualche vantaggio a vivere con uno psichiatra; ma in tempi migliori, del resto, non ne avrebbe avuto bisogno. Così bevve il caffè e fumò le sue sigarette mentre Charlie preparava lo zaino e le raccontava delle meraviglie che li aspettavano. Stella notò stupita come il bambino riuscisse a vivere nel presente senza farsi toccare, almeno in apparenza, dall’infelicità che lo circondava; lei se ne stava seduta in un angolo, con lo sguardo assente, in silenzio, il buco nero nel cuore della famiglia che aveva inghiottito tutta la gioia della sua infanzia, eppure, nell’eccitazione di una gita, a Charlie importava solo salire su quella corriera con sua madre, anche se era una donna dura e depressa, che nelle ultime settimane gli aveva lesinato persino le carezze.
Quando salirono sulla corriera Stella si sentì rabbrividire: una ventina di scolari gallesi e una decina di adulti li guardavano in silenzio prender posto negli ultimi sedili disponibili, quelli in fondo. Di fianco al conducente, Hugh Griffin disse qualcosa di amichevole, ma fu l’unico a parlare. In quel momento Stella si rese conto che l’infelicità di Charlie aveva fatto di lui un escluso, proprio come era successo a lei, e ne trasse una mesta sensazione di conferma; avrebbe dovuto saperlo, la gente è fatta così, seleziona con fiuto infallibile le proprie vittime fra chi avrebbe più bisogno di calore. Lei e Charlie erano due estranei, e solo quando furono seduti buoni buoni in fondo alla corriera sentirono riprendere, a poco a poco, il mormorio degli adulti, e gli strilli e il chiacchiericcio dei bambini. Madre e figlio si misero a guardare il paesaggio ignoto fuori dal finestrino.

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