Non ci può essere uguaglianza tra sfruttatori e sfruttati.
Una persona che condivide seriamente l’idea di Marx secondo cui lo Stato non è altro che una macchina per l’oppressione di una classe sociale da parte di un’altra, che si fosse fermata a meditare su questa verità, non avrebbe mai potuto giungere all’assurdità di dire che le organizzazioni operaie, capaci di combattere il capitale finanziario, non devono trasformarsi in organizzazioni di Stato. Questo è ciò che rivela il piccolo borghese, per il quale lo Stato è, nonostante tutto, un’entità al di fuori delle classi sociali, o al di sopra delle classi. Infatti, perché i lavoratori possono fare una lotta decisiva al capitale, che non solo domina sui lavoratori salariati, ma su tutto il popolo, su tutta la classe media, e non possono trasformare le loro organizzazioni in organizzazioni di Stato? Perché il piccolo borghese teme la lotta di classe e non la porta a termine, al massimo importante. Ha paura di concludere il ragionamento e vedere ciò che ne deriva. Riconosce che si avvicinano battaglie decisive tra capitale e lavoro ma i suoi metodi consistono precisamente nel prostrarsi davanti alla borghesia.
Solo un reazionario, nemico della classe operaia, lacchè della borghesia, può dedicarsi oggi a dipingere le attrattive della democrazia borghese e a ciarlare sulla purezza della democrazia, rivolto verso un passato ormai caduco. La democrazia borghese fu progressista in confronto al Medioevo, e bisognava utilizzarla. Ma oggi è insufficiente per i lavoratori. Ora bisogna guardare non indietro, ma avanti, bisogna andare alla sostituzione della democrazia borghese con la democrazia operaia. Fu possibile (e necessario) realizzare nel quadro dello Stato democratico borghese il lavoro preparatorio della rivoluzione proletaria, ma rinchiudere la classe operaia dentro quel quadro quando si è giunti alle battaglie decisive, è tradire la causa dei lavoratori, è essere un rinnegato.
Il custode del dominio sistemico ⋯
Come guardiano del capitale, lo Stato neutralizza le crisi e le lotte, perpetuando una logica di dominio che soffoca ogni autonomia
Jacques Camatte Il capitale totale
Marxismo, Filosofia politica, Saggio politicoI prodotti sono espressione d'alienazione ⋯
Le ricchezze di oggi non sono ricchezze umane; sono ricchezze per il capitalismo, che corrispondono all'esigenza di vendere e stupire. I prodotti che fabbrichiamo, distribuiamo e amministriamo sono l'espressione materiale della nostra alienazione.
Guy Debord Internazionale Situazionista
Critica situazionista, Riflessione socio-economica, Saggio politicoL'ecologia e le disuguaglianze ⋯
La questione ecologica è intrinsecamente legata alle disuguaglianze generate dal capitalismo.
Henryk Grossman La legge dell'accumulazione e del crollo della società capitalista
Marxismo, Ecologia politica, Teoria criticaL'origine storica del capitale ⋯
Il capitale è il risultato di una lunga storia di accumulazione e sfruttamento
Karl Marx Il Capitale
Economia, Marxismo, Filosofia politicaLa vita come strumento d'accumulazione ⋯
Nella dialettica tra capitale e vita, il primo prevale, soffocando spontaneità e relazioni per farne strumenti della sua accumulazione
Jacques Camatte Il capitale totale
Marxismo, Teoria critica, Saggistica
Il Capitale di Karl Marx
Karl Marx analizza il sistema capitalistico, esaminando le dinamiche di produzione, sfruttamento e accumulazione del capitale. L’opera mette in evidenza come lo Stato sia una macchina per l’oppressione di una classe sociale da parte di un’altra, fondando le basi teoriche della critica al capitalismo moderno.
Stato e Rivoluzione di Vladimir Lenin
Vladimir Lenin espone la sua visione sullo Stato e sulla necessità della rivoluzione proletaria. L’autore discute come le organizzazioni operaie debbano trasformarsi in strumenti di potere per abbattere la dominazione borghese e costruire una società socialista.
La Question du Peuple Soviétique di Leon Trotsky
Leon Trotsky analizza il ruolo delle classi sociali e dello Stato nella rivoluzione sovietica. L’opera esplora come le lotte operaie possano superare le strutture dello Stato borghese per instaurare una vera democrazia dei lavoratori.







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