Un aspetto cruciale del libro è la critica al dualismo mente-corpo, la visione secondo cui la mente e il corpo sono entità separate e sostanzialmente differenti. Kastrup sostiene che questa separazione artificiale tra mentale e fisico sia il risultato di una prospettiva riduzionista e materialista che non riesce a cogliere l’intrinseca unità della realtà. Egli propone invece una concezione non-dualistica in cui la mente e il corpo sono aspetti interdipendenti e co-emergenti di un’unica realtà. Questa visione olistico-panpsichista supera l’opposizione cartesiana tra res cogitans e res extensa, riconoscendo la coscienza come la sostanza primaria dell’essere di cui il mondo materiale è una manifestazione.
Il problema dell’interazione mente-corpo
Un’altra sfida cruciale per il materialismo scientifico è il problema dell’interazione tra mente e corpo. Se la mente è davvero un epifenomeno emergente dal cervello, come può influenzare e causare cambiamenti nella materia fisica? Come può la coscienza, di natura immateriale, avere un impatto causale sul mondo materiale? Kastrup sostiene che questa interazione causale tra mente e corpo è inspiegabile nel quadro materialistico, ma diventa più comprensibile se si adotta una visione della realtà come essenzialmente mentale.
Secondo Kastrup, questa interazione causale tra la mente e il corpo è inspiegabile all’interno del quadro materialistico. Come può qualcosa di immateriale, come la coscienza, causare effetti tangibili nel mondo fisico? E come può qualcosa di materiale, come il cervello, dare origine a fenomeni mentali intenzionali e soggettivi? Queste domande mettono in luce gravi lacune nel modello materialista.
In contrasto, Kastrup ritiene che una visione della realtà come essenzialmente mentale o psichica renda molto più comprensibile il problema dell’interazione mente-corpo. Se la realtà è intrinsecamente pervasa dalla coscienza, allora l’influenza reciproca tra la mente e il corpo fisico diventa molto più plausibile e meno problematica. La mente non sarebbe più un mero epifenomeno, ma piuttosto una forza attiva e costitutiva che plasma e determina gli aspetti materiali della realtà. Questa prospettiva offre quindi una spiegazione molto più coerente e soddisfacente del rapporto tra mente e corpo, superando le difficoltà irrisolvibili del materialismo.
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