
La ricerca storica non è un accumulo passivo di fatti, ma un atto di salvataggio di immagini fuggitive. L’immagine vera del passato guizza via nell’attimo in cui la si vorrebbe catturare. Il passato si lascia fissare solo come un’immagine che baleni per mai più rivedersi proprio nell’attimo della sua conoscibilità. Ogni immagine del passato che non sia riconosciuta dal presente come una delle sue proprie preoccupazioni, minaccia di scomparire irrevocabilmente. La buona novella che lo storico del passato porta con sé, col fiato grosso, è destinata a perdersi se il presente non è pronto a riceverla. La storia è un testo in cui il passato ha deposto immagini che si possono paragonare a quelle fissate da una lastra fotosensibile. Solo il futuro possiede acidi abbastanza forti da sviluppare perfettamente tali immagini. Per Benjamin, il passato non è un dato immutabile, ma un insieme di potenzialità inespresse che attendono il momento del riscatto. Questo momento è ora. Non si tratta di una contemplazione estetica, ma di una necessità politica. Chi guarda indietro non lo fa per nostalgia, ma per trovare la forza di spezzare le catene del presente. Il passato ci ha trasmesso un’istanza segreta, e noi siamo stati attesi sulla terra. Ad ogni generazione fu concessa una debole forza messianica, su cui il passato ha un diritto. Tale diritto non si può liquidare a buon mercato. Lo storico materialista sa che il suo compito è riscattare le sofferenze degli avi, poiché la felicità che noi proviamo è sempre intessuta della rassegnazione di chi ci ha preceduto.
Articolare storicamente il passato non significa conoscerlo come propriamente è stato [Wie es denn eigentlich gewesen: è la famosa espressione di Ranke]. Significa impadronirsi di un ricordo come esso balena nell’istante di un pericolo. Per il materialismo storico si tratta di fissare l’immagine del passato come essa si presenta improvvisamente al soggetto storico nel momento del pericolo. Il pericolo sovrasta tanto il patrimonio della tradizione quanto coloro che lo ricevono. Esso è lo stesso per entrambi: di ridursi a strumento della classe dominante. In ogni epoca bisogna cercare di strappare la tradizione al conformismo che è in procinto di sopraffarla. Il Messia non viene solo come redentore, ma come vincitore dell’Anticristo. Solo quello storico ha il dono di accendere nel passato la favilla della speranza, che è penetrato dall’idea che anche i morti non saranno al sicuro dal nemico, se egli vince. E questo nemico non ha smesso di vincere.
Fustel de Coulanges raccomanda allo storico che voglia rivivere un’epoca, di togliersi dalla testa tutto ciò che sa del decorso successivo della storia. Non si potrebbe caratterizzare meglio il procedimento con cui il materialismo storico ha rotto in modo definitivo con la storiografia tradizionale. È un procedimento di immedesimazione che nasconde una trappola mortale. La sua origine è la neghittosità del cuore, l’accidia, che dispera di impadronirsi dell’immagine storica autentica, che balena fuggevole. Per i teologi medievali essa era il fondamento della tristezza più profonda. Con chi entra in immedesimazione lo storico dello storicismo? La risposta suona inevitabilmente: con il vincitore. Ma i dominatori di volta in volta sono gli eredi di tutti coloro che hanno vinto prima. L’immedesimazione con il vincitore torna quindi sempre a vantaggio dei dominatori di turno. Con ciò per il materialista storico si è detto abbastanza. Chiunque abbia riportato fino ad oggi la vittoria, partecipa al corteo trionfale in cui i dominatori di oggi passano sopra coloro che oggi giacciono a terra. Il bottino, come si è sempre usato, viene trascinato nel corteo. Lo si designa comunemente come patrimonio culturale. Esso dovrà contare nel materialista storico su un osservatore distaccato e critico. Poiché tutto ciò che egli vede di patrimonio culturale ha un’origine che egli non può considerare senza orrore. Esso deve la sua esistenza non solo allo sforzo dei grandi geni che lo hanno creato, ma anche al servaggio senza nome dei loro contemporanei.
Non è mai un documento della cultura senza essere insieme un documento della barbarie. E come esso non è esente da barbarie, così non lo è neppure il processo della sua trasmissione, per cui è passato dall’uno all’altro attraverso i secoli. Il materialista storico si scosta da esso per quanto possibile. Egli considera suo compito spazzare la storia contropelo. La tradizione degli oppressi ci insegna che lo stato di eccezione in cui viviamo è la regola. Dobbiamo giungere a una concezione della storia che corrisponda a questo fatto. Allora ci starà di fronte, come nostro compito, di suscitare il vero stato di eccezione; e con ciò migliorerà la nostra posizione nella lotta contro il fascismo. La fortuna del fascismo consiste non da ultimo nel fatto che i suoi avversari lo combattono in nome del progresso come di una legge storica. Lo stupore perché le cose che viviamo sono ancora possibili nel ventesimo secolo non è affatto filosofico. Non è all’inizio di nessuna conoscenza, se non di quella che la concezione della storia da cui esso deriva non è più sostenibile. Bisogna dunque fermarsi di fronte all’angelo della storia, l’Angelus Novus di Klee, che vorrebbe trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma dal paradiso spira una tempesta che si è impigliata nelle sue ali, e che è così forte che l’angelo non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui egli volge le spalle, mentre il cumulo delle macerie sale davanti a lui fino al cielo. Ciò che noi chiamiamo il progresso è questa tempesta.
Angelus Novus. Saggi e frammenti
Capitolo: Tesi di filosofia della storia
- Pubblicato in Italia: Novembre 1962 - Introduzione e traduzione: Renato Solmi
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L'opera teorizza necessità di uno sguardo storico che rompa con concetto di progresso infinito. Benjamin invita a riconoscere nel passato una richiesta di riscatto che solo presente può soddisfare. Attraverso critica dello storicismo tradizionale, autore definisce compito del materialista come colui che salva memoria dei vinti dalla distruzione operata dal corteo trionfale dei dominatori.
Cultura come documento barbarie ⋯
Non è mai un documento della cultura senza essere insieme un documento della barbarie. Il materialista storico considera suo compito spazzare la storia contropelo.
Walter Benjamin Angelus Novus. Saggi e frammenti
Filosofia della storia, Saggistica
Il conformismo che frena il progresso ⋯
Il conformismo, che è sempre stato di casa nella socialdemocrazia, non riguarda solo la tattica politica, ma anche le idee economiche. Nulla ha corrotto la classe operaia tedesca come la convinzione di nuotare con la corrente. Lo sviluppo tecnico era il filo della corrente con cui credeva di nuotare.
Walter Benjamin Tesi di filosofia della storia
Scuola di francoforte, Critica al progressismo, Saggio filosofico
Il labirinto urbano del flâneur ⋯
La folla è il velo attraverso cui la città familiare si trasforma in fantasmagoria per il flâneur. In essa la città è ora un paesaggio, ora una stanza. Ed entrambe le cose si compenetrano. La città si apre al flâneur come un labirinto.
Walter Benjamin Parigi, capitale del XIX secolo
Critica culturale, Scuola di Francoforte
Distruggere il ciclo mitico della violenza ⋯
Se la violenza è un mezzo per raggiungere un fine giusto, allora rimane contaminata dalla logica del potere che pretende di combattere. Una violenza veramente rivoluzionaria non dovrebbe mirare a stabilire un nuovo diritto, ma a distruggere il ciclo mitico di violenza e diritto. È una sfida al destino.
Walter Benjamin Per la critica della violenza
Filosofia, Teologia politica
La divinità della religione globale ⋯
Il dio della religione più seguita in tutto il mondo. Il suo tempio principale si trova nella città santa di New York.
Ambrose Bierce Il dizionario del diavolo
Letteratura satirica, Aforisma satirico, Dizionario umoristico
Angelus Novus: Figura allegorica che volge sguardo verso rovine del passato mentre viene spinto forzatamente verso futuro da tempesta del progresso.
Debole forza messianica: Capacità insita in ogni generazione umana di agire nel presente per riscattare sofferenze degli avi e compiere giustizia storica.
Immagine dialettica: Rappresentazione del passato che balena improvvisamente nel momento del pericolo permettendo di cogliere verità storica nascosta sotto narrazioni dominanti.
Materialismo storico: Metodo di analisi che interpreta storia partendo da lotte reali e rapporti di forza rifiutando visioni idealizzate dei vincitori.
Spazzare contropelo: Atto critico di decostruire storia ufficiale per far emergere verità degli oppressi normalmente celate da celebrazioni del patrimonio culturale.
L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica di Walter Benjamin
Descrizione: Saggio fondamentale che analizza come evoluzione tecnologica abbia trasformato fruizione estetica privando oggetto artistico della sua aura originale. Esplora rapporto tra arte e politica in contesti di massa evidenziando rischi di estetizzazione del potere tipici dei regimi totalitari e necessità di una risposta critica consapevole.
La dialettica dell’illuminismo di Max Horkheimer e Theodor W. Adorno
Descrizione: Analisi spietata della ragione moderna che da strumento di liberazione umana si trasforma in nuova forma di dominio e barbarie. Esamina come progresso scientifico e mitologie contemporanee abbiano condotto a alienazione sociale profonda rendendo necessario ripensamento radicale delle basi della civiltà occidentale contemporanea.
Tempo e racconto di Paul Ricoeur
Descrizione: Indagine filosofica profonda su legame indissolubile tra temporalità umana e capacità di narrare propria esperienza storica. Analizza come configurazione narrativa permetta di dare senso al passato trasformando accumulo caotico di eventi in una trama significativa capace di orientare agire dei soggetti nel presente.
Le argomentazioni sono: 1. La critica allo storicismo (immedesimazione con i vincitori); 2. L’identità tra documento di cultura e documento di barbarie; 3. La critica all’idea di progresso come tempesta distruttrice.
La conclusione invita lo storico a ‘spazzare la storia contropelo’ per riscattare gli oppressi e arrestare la catastrofe del presente.
- La storia come immagine fotosensibile: l’istante della conoscibilità.
- Materialismo storico vs Storicismo: il pericolo dell’immedesimazione con i dominatori.
- La natura bifronte del patrimonio culturale: cultura e barbarie.
- Prassi politica: spazzare la storia contropelo e lo stato di eccezione.
- L’angelo della storia: la tempesta del progresso e le macerie del passato.
- Riscatto degli oppressi: la storia come debito verso i morti.
- Critica del progresso: la linearità storica come accumulo di rovina.
- Stato di eccezione: la normalità dell’oppressione come regola.
- Conoscenza nel pericolo: la verità che balena nell’istante della crisi.
GLOSSARIO: Angelus Novus (dipinto di Paul Klee, metafora della storia per Benjamin); Accidia (neghittosità del cuore che impedisce l’impatto con la verità storica); Storicismo (metodo che Benjamin critica perché celebra acriticamente i vincitori).



















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