Momenti di «pericolosa libertà»
Certo, nei tempi storici, io non saprei citarvi alcun popolo che propriamente sia stato costituito in società del tutto anarchica, perchè in tali periodi gli uomini si sono trovati sempre in uno stato di lotta fra elementi diversi non ancora solidali; ma ciò che facilmente può essere constatato è che ciascuna società parziale, benché non fusa in un insieme armonico, tanto più era prospera e produttrice quanto più era libera, quanto meglio vi si riconosceva e stimava il valore personale di ciascun individuo.

Dopo le età preistoriche in cui le società nacquero alle arti, alla scienza, all’industria, senza che annali scritti abbiano potuto conservarcene la memoria, i più grandi periodi della vita delle nazioni sono stati quelli nei quali gli uomini, commossi e sollevati dalle rivoluzioni, meno ebbero a soffrire delle lunghe e pesanti strettoie di un governo regolare.

Due grandi periodi infatti nella umanità ci sono stati, insigni per il movimento di scoperte, per la efflorescenza del pensiero, per la magnificenza dell’arte, e questi furono appunto in tempi torbidi, in momenti di «pericolosa libertà». L’ordine regnava nell’immenso impero dei Medi e dei Persiani, ma nulla di grande ne usci, mentre la Grecia repubblicana, agitata senza requie, tormentata da continue scosse, ha dato la luce agli iniziatori di tutto ciò che abbiamo di alto e di nobile nella civiltà moderna: ci è impossibile pensare, oggi, elaborare un’opera qualsiasi, senza che il nostro spirito sia ricondotto verso quei Greci liberi che furono i nostri precursori e sono ancora i nostri modelli.

Duemila anni più tardi, dopo tante tirannie, tanto tempo di tetra oppressione che pareva non dovesse mai finire, l’Italia, la Fiandra, la Germania, tutta l’Europa del tempo dei Comuni tenta e riesce a prender lena di nuovo; rivoluzioni strepitose scossero il mondo. Ferrari non conta meno di settemila sommosse locali nella sola Italia: ma anche il fuoco del pensiero libero avvampò con le insurrezioni, e fece rifiorire l’umanità, la quale con i Raffaello, i Leonardo da Vinci, i Michelangelo si sentì giovane per la seconda volta.

Crediti
 Élisée Reclus
 L'Anarchia
 SchieleArt •   • 

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