⋯
E cominciavo a capire che gli umani sono creature della narrazione, che ciascuno di noi dalla nascita alla morte non fa altro che narrare, narrarsi e farsi narrare un seguito incessante di storie. E questo continuo narrare ha un duplice effetto e, forse, scopo: primo, quello di creare un’immagine semplificata del mondo rumoroso e multicolore dentro il quale siamo scaraventati, immagine che ci consente di sopravvivere di fronte a questa smisurata complicatezza; secondo, quello di costruire un quadro per quanto provvisorio e mutevole del nostro sé. Ciascuno di noi ha bisogno di offrire a sé e agli altri un’immagine unitaria e coerente che si riassume nel pronome “io” e che costituisce l’attore dei nostri ricordi e il protagonista dei nostri progetti. L’immagine del mondo e l’immagine del sé sono strettamente correlate e mutano nei giorni e negli anni per effetto delle esperienze.

Crediti
 • Cesare Pavese •
 • Pinterest •   •  •

Similari
Il caso Nietzsche
682% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
Sapere di non essere
266% IneditiSergio Parilli
Ho rivisto finalmente a Julián. Veniva da altri mondi non sconosciuti per lui, visto che è riuscito a tornare senza bussola. Non era tenuto a tornare, anche perché se stava bene dove era arrivato poteva restarci in eterno, visto che era previsto un viaggi⋯
Le origini romantiche della psicoanalisi e l’obiezione di Nietzsche
236% ArticoliPsicologiaUmberto Galimberti
A differenza di tutti i popoli della terra, l’uomo occidentale un giorno ha detto Io. L’ha annunciato Platone e l’ha esplicitato Cartesio. La psicologia ha catturato questa parola e ne ha fatto il centro della soggettività, dispiegando una visione del mon⋯
La violenza nella storia
180% FilosofiaGérard Wormser
Queste genti si percoteano a vicenda non solo con le mani, ma con la testa, col petto, e coi piedi, troncandosi reciprocamente coi denti le membra a brano a brano. • Dante Alighieri • La violenza si presenta come una relazione e non come un oggetto, una c⋯
Dall’autorganizzazione alla comunizzazione
179% ArticoliPolitica
Designare la rivoluzione come comunizzazione è dire questa cosa abbastanza banale, che l’abolizione del capitale è l’abolizione di tutte le classi, compreso il proletariato, e non la sua liberazione, il suo ergersi a classe dominante che organizza la soci⋯