Nave alla deriva
Trascorsi la giornata con lei all’aperto; con sua grande soddisfazione, fui d’accordo che sarebbe stata lei, solo lei a farmi vedere la casa. Lo fece passo a passo, stanza per stanza e segreto per segreto, il tutto commentato dal suo divertente, delizioso chiacchiericcio infantile, con il risultato che in mezz’ora diventammo grandi amiche. Piccola com’era, mi colpirono, durante tutto il nostro giretto la sua sicurezza e il suo coraggio; nelle camere vuote e per i cupi corridoi, su scale a chiocciola davanti alle quali dovevo a volte fermarmi e perfino in cima a una vecchia torre quadrata con le feritoie che mi diede le vertigini, squillava e mi trascinava la sua musica mattutina – quella sua tendenza a dare spiegazioni più che a chiederne. Non ho più visto Bly dal giorno della mia partenza, e mi arrischio a dire che rivelerebbe un’importanza molto ridotta ai miei occhi di oggi, più vecchi e più smaliziati. Ma mentre la mia piccola guida, con i suoi capelli d’oro e il vestitino azzurro, girava gli angoli danzando davanti a me e si inoltrava a passi rapidi e leggeri per i corridoi, io ebbi la visione di un castello da romanzo abitato da un roseo folletto, un luogo che, per il divertimento della fantasia infantile, poteva rubare tutto il colore ai libri di racconti e di fiabe. Non era forse solo un romanzo sul quale mi ero appisolata e sognavo? No: era una grande casa brutta, antiquata ma comoda, che comprendeva alcuni elementi di una costruzione più antica, in parte distrutta e in parte utilizzata, in cui vedevo noi stessi sperduti quasi come un piccolo gruppo di passeggeri in una grande nave alla deriva. Stranamente, al timone c’ero io!

Crediti
 Henry James
 Il giro di vite
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Quotes per Henry James

È stato facile vivere con loro semplicemente perché vivono una vita tutta loro.

A poco a poco egli aveva preso l'abitudine di soffermarsi sui suoi morti ad uno ad uno, e piuttosto presto nella vita aveva cominciato a pensare che andasse fatto qualcosa per loro. E loro erano lì, accanto a lui, forti di quell'essenza semplificata, più intensa, di quell'assenza consapevole, di quella pazienza eloquente, così corporei e presenti che pareva avessero soltanto perduto l'uso della parola.  L'altare dei morti

Le scuse, dichiarava la signora Touchett, erano roba inutile, ed ella stessa non si preoccupava mai di farne. O si faceva una cosa, o non la si faceva, e quel che uno avrebbe voluto fare apparteneva alla serie di concetti inutili come, per esempio, quello di una vita futura, o dell'origine delle cose.

La vita è, di fatto, una lotta. Su questo punto pessimisti e ottimisti si trovano d'accordo. Il male è insolente ed è forte; la bellezza è stupenda, ma è rara; la bontà è spesso soggetta a essere debole, la follia a essere arrogante e la malvagità ad avere la meglio: gli imbecilli ai posti d'onore e i migliori in disparte; e l'umanità, nel suo complesso, infelice.

Lasciando da parte per un momento i romanzi, i racconti si possono suddividere in tre gruppi: quelli che trattano del petit employé e del piccolo bottegaio, in genere parigini, quelli che trattano dei contadini normanni, e quelli vari, in cui sono rappresentate le classi sociali più alte… a queste si potrebbero aggiungere, come categoria a sé, le varie forme in cui Maupassant racconta avventure di viaggi in treno.  Guy de Maupassant - Racconti e novelle