⋯ Jeremy Mann ⋯

Con ciò voglio dire che ciascuno vede nell’altro solo quel tanto che è anche lui stesso, perché può percepirlo e comprenderlo solo nella misura consentita dalla propria intelligenza. Se questa è di infima qualità, tutte le qualità spirituali dell’altro, anche le più eccelse, non faranno effetto su di lui, ed egli non percepirà altro se non gli aspetti più meschini della personalità dell’altro, dunque solo le sue debolezze ed i suoi difetti. Infatti ogni stima è il prodotto del valore dell’oggetto stimato per la capacità conoscitiva dell’estimatore.

Crediti
 • Arthur Schopenhauer •
 • Pinterest • Jeremy Mann  •  •

Similari
Il caso Nietzsche
683% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
Sapere di non essere
314% IneditiSergio Parilli
Ho rivisto finalmente a Julián. Veniva da altri mondi non sconosciuti per lui, visto che è riuscito a tornare senza bussola. Non era tenuto a tornare, anche perché se stava bene dove era arrivato poteva restarci in eterno, visto che era previsto un viaggi⋯
Un nuovo chiarimento della questione “Nietzsche e Stirner”
288% ArticoliBernd A. LaskaFilosofia
Da giovane ho incontrato una pericolosa divinità e non vorrei raccontare a nessuno ciò che allora ho provato — tanto di buono quanto di cattivo. Così ho imparato a tacere, come pure che bisogna imparare a parlare, per ben tacere, che un uomo che vuole te⋯
Il Codice di Hammurabi
268% ArticoliStorieWikipedia
Quando Anu il Sublime, Re dell’Anunaki, e Bel, il signore di Cielo e terra, che stabilirono la sorte del paese, assegnarono a Marduk, il pantocratore figlio di Ea, Dio della giustizia, il dominio su ogni uomo sulla faccia della terra, e lo resero grande f⋯
Dall’autorganizzazione alla comunizzazione
179% ArticoliPolitica
Designare la rivoluzione come comunizzazione è dire questa cosa abbastanza banale, che l’abolizione del capitale è l’abolizione di tutte le classi, compreso il proletariato, e non la sua liberazione, il suo ergersi a classe dominante che organizza la soci⋯