⋯
Noi non siamo neppure consapevoli che siamo quello che siamo non perché pensiamo e dunque siamo, ma perché traduciamo e dunque siamo. Perché il tra-durre va ben al di là del se-durre, del portare a sé. Il tradurre presuppone un equa distanza fra il valore di partenza e il valore d’arrivo, per cui gli uni non fagocitano gli altri, ma si incontrano, si integrano; così come è vero che noi siamo la traduzione del mondo romano, il quale a sua volta è la traduzione del mondo greco, il quale a sua volta… Noi non siamo consapevoli di questo.

Crediti
 • Aldo Busi •
 • egon pin •  •  •  •
Similari
I quattro problemi del “traduttore della lettera”
637% Alberto BramatiArticoli
La traduzione è nella sua essenza plurale etica dell’ascolto. • Antoine Berman • In Occidente la riflessione sulla traduzione si è fin dalle origini caratterizzata per l’opposizione tra il senso e la lettera. Citando Cicerone, Gerolamo (1993, 66) afferma ⋯
Il caso Nietzsche
446% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
Il mercantile
181% IneditiSergio Parilli
Magari è troppo presto, ma i sognatori, hanno sempre lo sguardo perso, sicuramente piacevole nei loro pensieri e sorridono… ma, anche se sono solo due righe con due soli sostantivi, l’emozione è sempre la stessa per il poeta. Siamo nel periodo di un’attra⋯
Sapere di non essere
179% IneditiSergio Parilli
Ho rivisto finalmente a Julián. Veniva da altri mondi non sconosciuti per lui, visto che è riuscito a tornare senza bussola. Non era tenuto a tornare, anche perché se stava bene dove era arrivato poteva restarci in eterno, visto che era previsto un viaggi⋯
Dall’autorganizzazione alla comunizzazione
169% ArticoliPolitica
Designare la rivoluzione come comunizzazione è dire questa cosa abbastanza banale, che l’abolizione del capitale è l’abolizione di tutte le classi, compreso il proletariato, e non la sua liberazione, il suo ergersi a classe dominante che organizza la soci⋯