
È da molto tempo che penso che la vita sia un paradiso, mi disse inaspettatamente un giorno, e poi aggiunse: Non faccio che pensare a questo. Mi guardò e sorrise. Ne sono più convinto di voi e un giorno vi dirò il perché.
Io lo ascoltavo e pensavo: Evidentemente vuole rivelarmi qualcosa.
Il paradiso si cela dentro ognuno di noi, anche in me si cela in questo momento e se solo volessi, domani stesso il paradiso comincerebbe davvero anche per me e per tutta la vita.
Lo guardai e vidi che mi parlava con gran commozione e con aria di mistero, come se volesse interrogarmi.
E a proposito del fatto che ogni uomo è colpevole per tutti e per tutto, al di là dei propri peccati, avete perfettamente ragione, ed è sorprendente che abbiate abbracciato di colpo tale pensiero in tutta la sua estensione. E in verità, quando gli uomini avranno compreso questo, per loro comincerà il Regno dei Cieli non nei sogni, ma nella realtà.
Ma quando, gli gridai addolorato, quando avverrà questo, e avverrà mai? Non è forse solo un sogno?
Allora voi non ci credete, lo professate senza crederci voi stesso. Sappiate che questo sogno, come lo chiamate voi, si realizzerà sicuramente, credeteci, ma non adesso, giacché ogni processo ha la sua legge. È una questione di natura spirituale, psicologica. Per rifare il mondo da capo, occorre che gli uomini stessi imbocchino psicologicamente un’altra strada. Fintanto che ciascun uomo non sarà diventato veramente fratello del suo prossimo, la fratellanza non avrà inizio. Nessuna scienza e nessun interesse comune potrà indurre gli uomini a dividere equamente proprietà e diritti. Qualunque cosa sarà sempre troppo poco per ognuno e tutti si lamenteranno, si invidieranno e si ammazzeranno l’un l’altro. Voi mi domandate quando avverrà tutto questo. Avverrà, ma prima deve compiersi il periodo dell’isolamento umano.
Che cosa sarebbe questo isolamento?, domandai io.
Quello che domina attualmente in ogni dove, soprattutto nel nostro secolo, ma che non è ancora concluso, non è ancora giunto al termine.
Giacché ognuno tenta di separare al massimo la propria individualità, vuole sperimentare in sé stesso la pienezza della vita; ma, al contrario, tutti i suoi sforzi non raggiungono la pienezza della vita, bensì l’autodistruzione, giacché, invece di realizzare pienamente il proprio essere, l’uomo si chiude nell’isolamento più completo.
Giacché tutta l’umanità nel nostro secolo è sgretolata in singole unità, ognuno si isola nella propria tana, si allontana dagli altri e si nasconde, e nasconde quello che possiede, e finisce per alienare sé stesso dagli uomini ed alienare gli uomini da sé. Accumula ricchezze in solitudine e pensa: Quanto sono forte adesso, quanto sono al sicuro, e non sa, pazzo com’è, che quanto più accumula, tanto più affonda nell’impotenza autodistruttiva.
Giacché è abituato a contare solo su sé stesso e a separarsi dal tutto come singola unità, ha addestrato la propria anima a non credere nell’aiuto degli altri, a non credere negli uomini e nell’umanità, egli trema soltanto al pensiero di poter perdere il proprio denaro e i privilegi che si è conquistato. Dappertutto, oggigiorno, la mente umana ha preso ad ignorare, con aria di scherno, che la vera sicurezza dell’individuo non risiede nello sforzo isolato e individuale, ma nell’universale solidarietà umana.
Ma sarà inevitabile che venga la fine anche di questo terribile isolamento e che tutti insieme capiscano di essersi separati in maniera innaturale l’uno dall’altro. Sarà lo spirito del tempo e gli uomini si meraviglieranno di essere rimasti così a lungo fra le tenebre senza vedere la luce. Allora nel cielo si vedrà il segno del Figlio dell’Uomo…
Ma fino a quel giorno dobbiamo proteggere il vessillo: l’uomo, anche da solo, deve dare l’esempio e innalzare l’anima dall’isolamento a un gesto di comunione fraterna, anche se dovrà passare per un folle stravagante. E tutto per non permettere che la grande idea muoia…
Non è forse solo un sogno?
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