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Ogni giorno la povertà aumenta in tutto il mondo, mentre le grandi fortune crescono esponenzialmente: i capitalisti degradano sempre più il pianeta e riducono in schiavitù e reificano altri esseri viventi. Escludono milioni di esseri umani da una vita sana e dignitosa. Sterminano specie ed ecosistemi.

Milioni di esseri umani, impoveriti dal saccheggio perpetrato dalle multinazionali che capitalizzano sulla distruzione di montagne e fiumi, finiscono per affollarsi nelle cinte delle grandi città.
L’esodo degli esseri umani si intensifica, dai paesi più brutalmente saccheggiati, alla metropoli del capitalismo. Ma i paesi arricchiti a spese dell’impoverimento degli altri, vogliono cinicamente le ricchezze, ma non le persone. Muri e recinti di filo metallico crescono man mano che l’analisi e l’empatia diminuiscono. La sabbia delle spiagge è sbiancata dalle ossa di migliaia di naufraghi nel loro tentativo di fuggire dal calderone capitalista in cui gli uomini forti hanno convertito i loro paesi, a furia di saccheggiare e di guerre imperialiste.
I padroni dei paesi della metropoli capitalista, che intensifica anche lo sfruttamento contro gli operai della metropoli, e che precarizza le loro condizioni di vita, ha bisogno di un “Capro Espiatorio” per incolparla di ciò di cui non vuole farsi carico: usa i suoi media per alienare le maggioranze, sostenendo che la precarizzazione delle loro condizioni di vita è dovuta agli: “immigrati”. La promozione del razzismo e del fascismo si intensifica nei mezzi dell’alienazione di massa, aumentando così la divisione della classe operaia e moltiplicando i livelli di violenza razzista.

Anche la violenza contro le donne è intensamente promossa per mezzo dell’alienazione di massa, dato che il maschilismo è una parte fondamentale della sovrastruttura capitalista: galoppano i profitti di pochi sulla mostruosità del femminicidio.
La reificazione dell’essere umano è promossa a sazietà. E tutto il valore della “solidarietà” è sostituito dai valori del consumatore. Si cerca di cancellare la nozione di “giustizia sociale”, soppiantata dalla perversa “Carità”, quando non lo è dall’ “edonismo Zen”, o direttamente dall’ “Edonismo VIP “, ancora più egocentrico e triste.

Mentre i mezzi dell’alienazione capitalista addomesticano le persone con il loro slogan “non cambiare il mondo, cambia te stesso” (come se non si potesse provare a fare entrambe le cose allo stesso tempo), i capitalisti continuano a depredare. Applicano con maggiore intensità l’obsolescenza programmata (invecchiamento precoce e programmato delle cose), trasformando questo pianeta in una discarica, avvelenando la terra e il cibo in modo cancerogeno, uccidono un bambino per fame ogni 5 secondi, in un mondo in cui l’agricoltura attuale riuscirebbe a nutrire 12 miliardi di persone …
I capitalisti approfittano della precarietà delle condizioni di vita (che loro stessi precarizzano) per espandere il loro giacimento di schiavi: schiavitù moderna, prostituzione, traffico di bambini.

È urgente abbandonare questo sistema in cui una manciata di pochi capitalizza sul sangue, il sudore e le lacrime della maggioranza.

Data l’inevitabilità della constatazione (fatta da una parte importante della popolazione mondiale) dell’aumento dello sfruttamento, della miseria e del saccheggio della natura, i grandi capitalisti attaccano con i loro carri armati di pensiero: si tratta di colonizzare le nostre menti e di gestire la percezione della realtà.
Questi carri armati di pensiero cercano di porre il problema sotto luci deformanti, e per “guadagnare tempo” hanno inventato questa falsa dicotomia tra “capitalismo selvaggio” e un presunto “capitalismo dal volto umano”.
Il capitalismo è selvaggio per natura, poiché si basa sullo sfruttamento: non esiste un “capitalismo meno selvaggio” poiché la violenza e l’accelerazione di essa sono intrinseche all’accelerazione dell’accumulazione capitalista.

Crescono le grandi fortune sui cadaveri.

Nella fase attuale del capitalismo, i vecchi “Stati del benessere” in Europa vengono smantellati, perché dopo la caduta dell’URSS, i capitalisti non hanno bisogno di preoccuparsi di mascherare parte dei loro crimini, facendo finta che il capitalismo preservi il “benessere” , almeno per quelli del “primo mondo” autoproclamato.
Ricordiamo che il primo paese ad avere una sicurezza sociale fu l’Unione Sovietica, perché i lavoratori sovietici lo stabilirono poco dopo aver preso il potere (il primo paese ad avere un’assistenza sanitaria universale e gratuita, un’istruzione universale e gratuita, il diritto di voto del donne, abitazioni come diritto concreto e tangibile, ecc.). Esistendo questi diritti nella vicina URSS, i capitalisti europei hanno capito che era necessario, per arginare il malcontento sociale nei paesi capitalisti, concedere un minimo in termini di sicurezza sociale. Così, la lotta degli operai, unita all’esistenza dell’URSS, ha permesso di ottenere alcuni diritti … Gli stessi che stanno scomparendo oggi.
Oggi gli accumulatori di capitali e divoratori delle nostre ore di vita, festeggiano lo sfruttamento; non devono più mantenere alcuna “compostezza”: sono già riusciti a finire l’URSS, hanno speso gli anni necessari per privatizzare tutto e a volgarizzare la sazietà, e i loro mezzi di alienazione di massa hanno iniettato un tenace odio contro il comunismo. Gli sfruttati possono già divorarsi a vicenda, immersi nel razzismo, nel maschilismo e nell’odio contro i rivoluzionari: gli sfruttatori hanno lavorato ai parametri della sottomissione al millimetro.

Ma siamo ancora vivi, e solo la lotta ci renderà liberi.

Ogni giorno l’accumulazione capitalista accelera, e con essa l’esclusione, lo sfruttamento, il saccheggio, la repressione, il terrorismo di stato, le guerre imperialiste, il fascismo, il razzismo, il maschilismo e tutte le forme di violenza.
Perciò è urgente combattere contro il capitalismo, e non credere che, forse, sarebbe possibile “un capitalismo meno cattivo”. Sarebbe come fingere di dover lottare per un presunto “maschilismo meno cattivo” … Quando ciò che esiste è un sistema di sfruttamento e le “variazioni” sintomatiche che percepiamo sono solo in funzione dello stadio di questo cancro sociale.

Crediti
 • Cecilia Zamudio •
  • Traduzione: Alba Canelli •
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