Non segnate e divise
Un’opera critica o filosofica, che non si tiene in qualche modo in una relazione essenziale con la creazione, è condannata a girare a vuoto, cosí come un’opera d’arte o di poesia, che non contiene in sé un’esigenza critica, è destinata all’oblio. Ma oggi, separate in due soggetti diversi, le due sunan divine cercano disperatamente un punto d’incontro, una soglia d’indifferenza in cui ritrovare la loro perduta unità. E lo fanno scambiandosi le parti, che restano, tuttavia, implacabilmente divise. Nel momento in cui il problema della separazione fra poesia e filosofia affiora per la prima volta con forza alla coscienza, Hölderlin evoca in una lettera a Neuffer la filosofia come un ospedale in cui il poeta infortunato può rifugiarsi con onore. Oggi l’ospedale della filosofia ha chiuso i battenti e i critici, divenuti curatori, prendono incautamente il posto degli artisti e simulano l’opera della creazione che questi hanno lasciato cadere, mentre gli artefici, divenuti inoperosi, si dedicano con zelo a un’opera di redenzione in cui non c’è più nessuna opera da salvare. In entrambi i casi, creazione e salvezza non scalfiscono più l’una sull’altra la segnatura del loro tenace, amoroso conflitto. Non segnate e divise, si porgono a vicenda uno specchio in cui non possono riconoscersi.

Crediti
 Giorgio Agamben
 Pinterest • Melvin Sakalsky  • 




Quotes per Giorgio Agamben

Del Vangelo ricordo la velocità: Pasolini non faceva quasi mai ripetere una scena e ciascuno parlava e si muoveva come gli pareva. Credo che questo dia al suo cinema quella naturalezza che non pretende mai di essere realistica. La sola lunga pausa durante le riprese fu colpa mia: nell'Ultima Cena mi trovai davanti sul tavolo delle enormi pagnotte lievitate e dovetti ricordare a Pier Paolo che per la pasqua ebraica il pane doveva essere azzimo.

Che cosa è una società che non ha altro valore che la sopravvivenza?

Quello che preoccupa è non tanto o non solo il presente, ma il dopo. Così come le guerre hanno lasciato in eredità alla pace una serie di tecnologie nefaste, dai fili spinati alle centrali nucleari, così è molto probabile che si cercherà di continuare anche dopo l'emergenza sanitaria.

La contemporaneità si iscrive nel presente segnalandolo innanzitutto come arcaico e solo chi percepisce nel più moderno e recente gli indici e le segnature dell'arcaico può essere contemporaneo. Arcaico significa: prossimo all'arké, cioè all'origine. L'origine che in nessun punto pulsa con più forza che nel presente.

In questi giorni scienziati della School of Plant Sciences dell'università di Tel Aviv hanno annunciato di aver registrato con speciali microfoni sensibili agli ultrasuoni gli urli di dolore che le piante emettono quando sono tagliate o quando mancano di acqua. A Gaza non ci sono microfoni.  Il silenzio di Gaza