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L’uomo si crea, a propria immagine, demoni, dèi e santi, ai quali devono essere incessantemente offerti sacrifici, preghiere, ornamenti dei templi, voti ed il loro adempimento, pellegrinaggi, accoglienze, abbellimento delle immagini ecc. Il loro culto s’intreccia ovunque con la realtà, anzi la oscura: ogni avvenimento della vita è allora accettato come un effetto dell’azione di quegli esseri; i rapporti con loro riempiono la metà della vita, mantengono costantemente la speranza e, mediante lo stimolo dell’illusione, diventano spesso più interessanti di quelli con la vita reale. Essi sono l’espressione ed il simbolo del doppio bisogno dell’uomo, in parte di aiuto e di assistenza, e in parte di occupazione e di passatempo; e quantunque egli addirittura contrasti spesso il primo bisogno, mentre, negli incidenti e pericoli che si presentano, sono spesi inutilmente tempo prezioso ed energie in preghiere e sacrifici, al posto di impedirli; tanto meglio egli si mette al servizio del secondo bisogno, mediante quel rapporto immaginario con un onirico mondo degli spiriti: e questo è il profitto, niente affatto disprezzabile, di tutte le superstizioni.

Crediti
 • Arthur Schopenhauert •
 • Il mondo come volontà e rappresentazione •
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