Onirico mondo degli spiriti
L’uomo si crea, a propria immagine, demoni, dèi e santi, ai quali devono essere incessantemente offerti sacrifici, preghiere, ornamenti dei templi, voti ed il loro adempimento, pellegrinaggi, accoglienze, abbellimento delle immagini ecc. Il loro culto s’intreccia ovunque con la realtà, anzi la oscura: ogni avvenimento della vita è allora accettato come un effetto dell’azione di quegli esseri; i rapporti con loro riempiono la metà della vita, mantengono costantemente la speranza e, mediante lo stimolo dell’illusione, diventano spesso più interessanti di quelli con la vita reale. Essi sono l’espressione ed il simbolo del doppio bisogno dell’uomo, in parte di aiuto e di assistenza, e in parte di occupazione e di passatempo; e quantunque egli addirittura contrasti spesso il primo bisogno, mentre, negli incidenti e pericoli che si presentano, sono spesi inutilmente tempo prezioso ed energie in preghiere e sacrifici, al posto di impedirli; tanto meglio egli si mette al servizio del secondo bisogno, mediante quel rapporto immaginario con un onirico mondo degli spiriti: e questo è il profitto, niente affatto disprezzabile, di tutte le superstizioni.

Crediti
 Arthur Schopenhauer
 Il mondo come volontà e rappresentazione
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Quotes per Arthur Schopenhauer

Ma siccome io non sono nei panni dell'altro, io solo mediante la nozione che ho di lui, cioè mediante la rappresentazione di lui nel mio cervello, posso identificarmi con lui fino al punto che la mia azione annunci la scomparsa di quella differenza. Il processo qui analizzato […] è il quotidiano fenomeno della compassione […]. Soltanto questa compassione è la base reale […] di ogni genuino amore del prossimo.  Il fondamento della morale

[...] Una principale fonte di cattiveria è l'invidia. O meglio, l'invidia suscitata dalla fortuna, dai possedimenti e dai privilegi degli altri, è già essa stessa cattiveria. Nessuno è esente dall'invidia. Già Erodoto dice: L'invidia è connaturata nell'uomo.
Tuttavia i gradi che può raggiungere sono molto diversi. L'invidia più insanabile e velenosa è quella che riguarda le capacità personali, poiché in questo caso all'invidioso non rimane alcuna speranza [...].  I due problemi fondamentali dell'etica

Non v'è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l'intervallo.

La vita non è altro che un foglio di carta su cui chiunque passa lascia l'impronta del suo sigillo. Di più non sappiamo: tanto è breve la nostra visuale! Ci si scervella e si vuol saperne di più. Ma i philosophes de la nature dicono che non c'è niente di più da sapere, che l'impronta del sigillo è tutto ed è quel che conta: dietro non c'è altro da cercare. La gran quantità delle impronte fa sì che poche vengano notate a lungo singolarmente; alcuni perciò riuniscono le loro impronte in figure e in mucchi, e così attraverso l'insieme allungano anche la traccia della loro singola impronta.  Manoscritti giovanili

Un certo sentimento di completa autosufficienza trattiene gli uomini di valore e con una ricchezza interiore dal fare i notevoli sacrifici che tale società però esige già per stare in compagnia con gli altri, e li trattiene ancora più dal cercarla con sensibile rinuncia di se stessi. Ciò che rende la gente comune tanto socievole e accomodante, è proprio il contrario: per essi è più facile sopportare gli altri che se stessi.  La saggezza della vita