Egon Schiele ⋯

Quali parole potenti, quali armi sono nascoste nelle montagne, in luoghi adatti, in appositi nascondigli del cuore di granito, dietro superfici di acciaio dipinte in modo da somigliare alla screziatura delle rocce adiacenti! Ma quando sentiva l’impulso di esprimere il proprio amore, nei giorni del breve corteggiamento e del matrimonio, Hugh Person non sapeva dove cercare le parole che potessero convincere Armande, commuoverla, riempirle di lacrime radiose gli occhi scuri, inflessibili! Mentre frasi che diceva per caso, senza pensare alla fitta di tenerezza, alla poesia, frasi insignificanti, provocavano improvvisamente una reazione isterica di felicità in quella donna dall’anima arida, essenzialmente infelice. I tentativi studiati fallivano. Se, come talvolta succedeva, nelle ore più grigie, senza la più remota intenzione sessuale, Hugh smetteva di leggere per entrare nella sua camera e avanzare verso di lei carponi come un bradipo estatico, di una specie non descritta e non arborea, ululando la sua adorazione, l’impassibile Armande gli ingiungeva di alzarsi e smettere di fare lo stupido. Le più ardenti apostrofi che riusciva a escogitare – mia principessa, mio tesoro, mio angelo, mio animale, mia squisita bestia – servivano solo a esasperarla. Perché domandava non puoi parlarmi in modo naturale e umano, come parla un gentiluomo a una signora, perché devi fare il buffone, perché non puoi essere serio, semplice e credibile?. Ma l’amore, diceva lui, era tutt’altro che credibile, la vita era ridicola, i bifolchi ridevano dell’amore. Tentava di baciarle l’orlo della gonna o di morderle la piega dei pantaloni, il collo del piede, la punta del suo piede furibondo; e mentre strisciava davanti a lei mormorando con la sua voce priva di musicalità dei nulla e dei tutto sdolcinati, esotici, rari, banali, mormorandoli per così dire al proprio orecchio, la semplice espressione d’amore diventava una specie di degenerato spettacolo ornitologico, eseguito dal solo maschio, senza alcuna femmina in vista – col lungo collo dritto, poi curvo, il becco abbassato, poi il collo di nuovo raddrizzato. Questo gli dava un senso di vergogna ma lui non poteva trattenersi, e lei non poteva capire, giacché in momenti del genere Hugh non trovava mai la parola giusta, la giusta erba acquatica.

Crediti
 • Vladimir D. Nabokov •
 • Cose trasparenti •
 • Pinterest •   •  •

Similari
Sapere di non essere
760% IneditiSergio Parilli
Ho rivisto finalmente a Julián. Veniva da altri mondi non sconosciuti per lui, visto che è riuscito a tornare senza bussola. Non era tenuto a tornare, anche perché se stava bene dove era arrivato poteva restarci in eterno, visto che era previsto un viaggi⋯
Il caso Nietzsche
675% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
Il mercantile
364% IneditiSergio Parilli
Magari è troppo presto, ma i sognatori, hanno sempre lo sguardo perso, sicuramente piacevole nei loro pensieri e sorridono… ma, anche se sono solo due righe con due soli sostantivi, l’emozione è sempre la stessa per il poeta. Siamo nel periodo di un’attra⋯
Un nuovo chiarimento della questione “Nietzsche e Stirner”
247% ArticoliBernd A. LaskaFilosofia
Da giovane ho incontrato una pericolosa divinità e non vorrei raccontare a nessuno ciò che allora ho provato — tanto di buono quanto di cattivo. Così ho imparato a tacere, come pure che bisogna imparare a parlare, per ben tacere, che un uomo che vuole te⋯
Il tempo che non fu
216% IneditiSergio Parilli
Racconto noir, ambientato nel passato, che racconta un improbabile spaccato di vita caduca e infortunata verso un destino che non si risolve con l’accettazione degli eventi ma affrontando le sfide che il sistema presenta ai personaggi. Di solito Paolo, do⋯