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Qual valore può avere un essere, che non sia null’altro da ciò che sono appunto milioni di suoi simili? Milioni? Si tratta piuttosto di un’infinità, di un numero senza fine di esseri, che la natura fa scaturire senza tregua, da una sorgente inestinguibile, in secula seculorum, e con la stessa liberalità con la quale il fabbro tratta le scorie del ferro che si sprigionano intorno a lui… Nella maggior parte degli uomini vi è realmente poca individualità: essi possono essere assortiti quasi esclusivamente secondo certe classi. Ce sont des espèces. Il loro volere e pensare, nonché le loro fisionomie, sono quelli della specie intera, tutt’al più della classe di uomini alla quale appartengono, e perciò sono banali, usuali, ordinari, e se ne trovano a migliaia. Di solito anche il loro discorrere e agire sono facilmente prevedibili. Essi non posseggono un’impronta loro propria: sono merce dozzinale.

Crediti
 • Arthur Schopenhauer •
 • Parerga e Paralipomena •
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