L’universo di Antonio Rezza è una macchina celibe che gira a vuoto, producendo significati laterali che colpiscono allo stomaco prima ancora di arrivare al cervello. In Non cogito ergo digito, la parola non è un veicolo di comunicazione, ma un corpo estraneo che ⋯
Diritto e digestione a Glasgow
L’universo di Antonio Rezza è una macchina celibe che gira a vuoto, producendo significati laterali che colpiscono allo stomaco prima ancora di arrivare al cervello. In Non cogito ergo digito, la parola non è un veicolo di comunicazione, ma un corpo estraneo che ⋯

C’è un silenzio nuovo, quasi cerimoniale, che avvolge la figura di Edith Harms in questo straordinario foglio del 1915. L’incontro con la donna che sarebbe diventata sua moglie agisce sulla mano di Egon Schiele come un calmante ottico: la linea, pur restando vibrante, abbandona ⋯
La vettura avanzava con una lentezza disperante, sobbalzando sulle ruote che affondavano nel fango gelato delle carreggiate. All’interno, i dieci passeggeri si guardavano in silenzio, stretti gli uni contro gli altri per combattere il freddo pungente che filtrava attraverso i vetri appannati. C’erano le ⋯
La carta diventa un campo di battaglia emotivo quando la matita di Schiele incontra l’urgenza del colore puro. Nel 1913, l’artista tocca un vertice di sintesi psicologica con Camicetta rossa, un’opera dove la dialettica tra l’abito e la pelle si trasforma in una ⋯
Quando arrivai in Giappone negli anni settanta, la prima cosa che mi colpì non fu tanto l’efficienza dei treni o la selva di grattacieli di cemento, quanto la silenziosa, onnipresente eppure invisibile forza delle donne. Le vedevo ovunque: eleganti signore in kimono che camminavano ⋯
La matita di Egon Schiele, nel 1914, smette di scivolare dolcemente per iniziare a incidere la carta con la forza di uno scalpello. Donna accovacciata con fazzoletto verde testimonia questa metamorfosi verso una solidità quasi scultorea, dove il nudo femminile viene ripiegato in una ⋯
La storia è stata per secoli il fondamento della coscienza civile, il filo rosso che legava le generazioni in un racconto comune di identità e appartenenza. Oggi, invece, sembra che quel filo si sia spezzato, lasciandoci naufraghi in un eterno presente dove il passato ⋯
Esistono sguardi che non si lasciano catturare e corpi che, pur essendo nudi, sembrano indossare un’armatura invisibile. Nel 1914, Egon Schiele attraversa una fase di profonda maturazione stilistica, orientandosi verso una solidità quasi scultorea delle forme che abbandona definitivamente le tenuità decorative del passato. ⋯
La nostra società ci educa all’accumulo fin dai primi vagiti. Ci insegnano che il valore di un uomo è proporzionale al volume della sua soffitta o alla capienza del suo armadio. Siamo diventati custodi di un cimitero di oggetti inutili, feticci che hanno smesso ⋯

La tragedia che si sta consumando in Ucraina non può essere ridotta a una semplice cronaca di movimenti di truppe o di mappe che cambiano colore nel volgere di poche settimane. È un processo di scomposizione di un’identità nazionale che è stata per troppo ⋯
C’è una forma di silenzio che solo la matita di Egon Schiele sa rendere udibile sulla carta. Nel 1914, l’anno in cui la sua ritrattistica tocca vette di sintesi psicologica folgoranti, l’artista dà vita al disegno intitolato Poldi, un’indagine quasi ascetica sulla giovinezza ⋯
La ricerca storica non è un accumulo passivo di fatti, ma un atto di salvataggio di immagini fuggitive. L’immagine vera del passato guizza via nell’attimo in cui la si vorrebbe catturare. Il passato si lascia fissare solo come un’immagine che baleni per mai più ⋯
L’anno 1912 rappresenta uno snodo cruciale e doloroso nella biografia e nell’evoluzione artistica di Egon Schiele. È l’anno dell’arresto a Neulengbach, dell’accusa infamante di rapimento e abuso su minori, della prigionia che segnerà per sempre la sua psiche e il suo tratto. È in ⋯
Si è soliti pensare alla storia delle lettere come a un catalogo ragionato, dove ogni autore è riposto con un’etichetta ben visibile: qui i poeti cavallereschi, lì gli storici del Cinquecento. È un ordine mentale necessario per non smarrirsi, ma è anche il modo ⋯
Il corpo umano, sotto lo sguardo di Schiele, smette di essere una forma statica per diventare una geografia di nervi e tensioni. Nel 1913, l’anno della dissezione grafica più spietata, l’artista dà vita a Torso femminile visto da dietro, un’opera che segna una ⋯