La nebbia gelata avvolgeva le cupole d’oro di Kiev, trasformando la Città in un miraggio di pietra e neve. Era il dicembre del millenovecentodiciotto, un tempo di presagi oscuri dove gli eserciti fantasma emergevano dal fumo delle locomotive cariche di profughi e disertori. In ⋯
Bulgakov e la rivoluzione russa
La nebbia gelata avvolgeva le cupole d’oro di Kiev, trasformando la Città in un miraggio di pietra e neve. Era il dicembre del millenovecentodiciotto, un tempo di presagi oscuri dove gli eserciti fantasma emergevano dal fumo delle locomotive cariche di profughi e disertori. In ⋯


Signorina, lei mi chiede di ricordare, ma ricordare è come scavare in un pozzo che non finisce mai, e più vai giù e più l’acqua si fa torbida, che quasi non vedi più le mani. Eppure mi pare di sentirlo ancora quel caldo che ⋯
L’anno 1911 è una vera e propria deflagrazione creativa per Egon Schiele. A soli ventuno anni, l’artista viennese non sta più seguendo le orme del suo mentore Klimt, ma sta forgiando un linguaggio espressivo unico e brutale, utilizzando la matita come un bisturi per ⋯

La matita di Schiele, nel 1911, si trasforma nel bisturi di una vivisezione sistematica condotta sul proprio corpo e sulla propria anima. Semi-nudo (Autoritratto) rappresenta la soglia di una maturità espressiva senza precedenti, dove l’artista cessa di descrivere le proprie fattezze per mettere in ⋯
Nel corso della storia umana, ogni grande passo avanti della conoscenza scientifica è stato sistematicamente accompagnato da un coro di lamentele e resistenze da parte di coloro che preferiscono la nebbia del mistero alla chiarezza del dato di fatto. È una forma di stupidità ⋯
La matita di Schiele, nel 1910, opera una rottura radicale con il passato, trasformando l’abito in una corazza psichica che avvolge un’identità in rivolta. Autoritratto in abito nero si distacca dalle celebri e sofferte nudità dell’artista per presentare una figura chiusa in una severità ⋯
Antonio Dorigo si sentiva ormai come un uomo che avesse vissuto tutta la vita guardando una lanterna magica spenta, convinto che il fascino risiedesse unicamente nel meccanismo delle lenti e nella qualità del vetro. Aveva studiato le forme, i volumi, le armonie delle pietre ⋯
Il colore cessa di essere ornamento per farsi grido cromatico e barriera psicologica: la figura di Gertrude, sorella e prima musa dell’artista, appare incastonata nei margini di un foglio che sembra farsi stretto, quasi claustrofobico. In questo studio custodito al Leopold Museum, il corpo ⋯
Il colonnello Onni Hermanni Kemppainen si guardò intorno per l’ultima volta. L’appartamento era immerso in un silenzio che pareva pesare più del piombo, un vuoto che nessuna decorazione militare o ricordo di battaglie passate poteva più colmare. Aveva passato giorni a sistemare le sue ⋯
La matita di Schiele, nel 1910, opera quella che potremmo definire la liberazione della carne, dove il corpo maschile smette di essere un canone di forza virile per farsi palcoscenico di un’angoscia esistenziale senza precedenti. Nudo maschile, sostenendosi è un manifesto di questa ⋯
In un’epoca dominata dalla riproducibilità tecnica, l’oggetto culturale smette di essere un reperto unico, destinato a un’élite di iniziati, per trasformarsi in un bene accessibile alla totalità dei consociati. Questa transizione non è stata priva di traumi intellettuali: da un lato gli apocalittici, ⋯
La matita di Schiele, nel 1910, inizia a muoversi sulla carta con una delicatezza che prelude alla tempesta espressionista, trovando nella sorella Gertrude la modella ideale per questa transizione. Ragazza con la testa inclinata non è solo un ritratto familiare, ma un documento prezioso ⋯

C’è un istante preciso in cui la provocazione smette di passare attraverso la pelle nuda per manifestarsi nel taglio perfetto di una giacca. Accade nel 1910, l’anno della definitiva affermazione pubblica di Egon Schiele, quando l’artista decide di abbandonare i panni dell’eterno fanciullo tormentato ⋯