Egon Schiele ⋯ Doppio autoritrattoUna volta che il nefasto piano di corrompere l’umanità appena creata ottiene l’unanime approvazione durante il grande consiglio infernale tenutosi nel Pandemonio, è Satana stesso, con una mossa che sottolinea la sua preminenza e la sua incrollabile determinazione, a offrirsi volontario per l’impresa più ardua e pericolosa: attraversare l’immenso e terrificante abisso del Caos che separa la prigione infuocata dell’Inferno dal nuovo Mondo plasmato dalla mano di Dio. Questo viaggio, la cui narrazione occupa la parte finale del Libro II e si estende significativamente nel Libro III del Paradiso Perduto, non è una semplice peripezia, ma si configura come un’autentica epopea di straordinaria potenza visiva e di profonda carica simbolica, un vero e proprio anti-viaggio rispetto alle imprese eroiche tradizionali. L’attraversamento del Caos primordiale, infatti, trascende la mera nozione di spostamento geografico o cosmico; esso rappresenta per Satana un confronto diretto e personale con le forze più elementari e indifferenziate del disordine e dell’indistinzione, quelle stesse forze che precedettero l’atto creativo divino che diede forma e ordine all’universo. Milton descrive il Caos con immagini suggestive e quasi tangibili: un regno informe, un oceano buio, tumultuoso e ribollente di elementi in perenne conflitto, una sorta di utero oscuro dell’universo abitato da personificazioni ancestrali e spaventose come Caos stesso, l’antico sovrano di quel reame, e la sua consorte, la vetusta Notte. È, come recita il testo miltoniano, un oscuro
Illimite Oceano senza confini,
Senza dimensioni, ove lunghezza, larghezza e altezza,
E tempo e luogo son perduti
(Libro II). Questo spazio non-luogo è l’antitesi radicale dell’ordine, della luce, della forma e dell’armonia che invece caratterizzano la Creazione divina, il Cielo empireo e, in misura minore, il nuovo mondo terrestre. È il regno dell’entropia pura, della potenzialità informe e non realizzata, della distruzione latente e della guerra intestina degli elementi.

Il viaggio di Satana attraverso questo abisso senza fondo è irto di pericoli inimmaginabili e di difficoltà che metterebbero a dura prova qualsiasi essere, tranne forse lui. Egli è costretto a impiegare ogni sua risorsa: vola con possenti battiti d’ala quando l’etere inconsistente glielo permette, precipita in gorghi improvvisi, nuota faticosamente attraverso melme viscose, arranca su pendii scoscesi e instabili (O’er bog or steep, through strait, rough, dense, or rare,
With head, hands, wings, or feet pursues his way,
And swims or sinks, or wades, or creeps, or flyes
– Libro II). La sua ferrea determinazione e la sua indomabile forza di volontà sono costantemente messe alla prova, sottolineando ancora una volta la sua statura titanica, per quanto interamente votata al Male e Sofferenza. La sua sorprendente capacità non solo di navigare in questo ambiente ostile, ma persino di interagire e negoziare con le primordiali entità che lo governano (egli ottiene preziose indicazioni sulla rotta da seguire da Caos stesso, allettandolo con la promessa di estendere il suo dominio informe sul nuovo mondo ordinato, una volta che Satana lo avrà corrotto), dimostra la sua astuzia consumata e, cosa ancor più inquietante, una sorta di intrinseca affinità con le forze distruttive e caotiche dell’universo. Questo periglioso viaggio lo qualifica ulteriormente, agli occhi del lettore, come un complesso anti-eroe epico, una figura che richiama per certi versi, pur in una prospettiva rovesciata, gli eroi classici come l’Ulisse omerico o l’Enea virgiliano nelle loro lunghe e travagliate peregrinazioni. Tuttavia, a differenza di questi ultimi, la cui missione è spesso legata alla restaurazione dell’ordine, alla fondazione di civiltà o al ritorno alla patria, la finalità del viaggio satanico è interamente oscura, maligna e distruttiva. La sua impresa non è solo un atto di Ribellione e Orgoglio contro Dio, ma una sfida radicale alla struttura stessa della realtà ordinata, un tentativo di far regredire il cosmo verso l’indistinzione.

Il significato teologico e simbolico di questo viaggio è di cruciale importanza per l’economia del poema. Satana, che è l’incarnazione stessa del disordine morale e spirituale nato dall’orgoglio e dall’invidia, si muove fisicamente attraverso il disordine fisico e materiale del Caos per portare il germe del disordine spirituale nel cosmo armoniosamente ordinato da Dio. Egli agisce come un agente di entropia morale, un catalizzatore di rovina, che cerca di invertire il processo creativo divino introducendo il peccato, la disobbedienza e, di conseguenza, la morte nel Paradiso terrestre, infrangendo la Gerarchia e Ordine Cosmico. Il suo emergere dal Caos ai confini del nuovo universo creato, la sfera luminosa del cosmo sospesa come un gioiello nel vuoto, è un momento di altissima tensione drammatica. Milton lo descrive mentre osserva da lontano questa meraviglia, con al suo centro la Terra, dimora dell’innocente umanità. La sua reazione iniziale alla vista della bellezza e della perfezione della Creazione è complessa e stratificata: egli prova una fitta di invidia cocente, una sorta di ammirazione perversa per la grandezza dell’opera del suo Nemico, e, immediatamente dopo, un rinnovato e ancor più intenso odio verso il Creatore. Questo viaggio non solo dimostra la sua terrificante perseveranza nel male e la sua incrollabile dedizione al suo piano di vendetta, ma prefigura anche la sua sinistra capacità di infiltrarsi, di camuffarsi e di contaminare. Raggiungere il nuovo mondo significa per lui superare le barriere protettive poste da Dio, un atto di intrusione sacrilega che viola la santità e l’integrità della creazione. Il blank verse di Milton, con la sua flessibilità metrica e la sua potenza espressiva, eccelle nel descrivere l’immensità, la turbolenza e la natura quasi indescrivibile del Caos, utilizzando un linguaggio sontuoso, ricco di immagini sensoriali vivide e perturbanti, e un ritmo spesso spezzato, irregolare o vorticoso per mimare il disordine intrinseco e la difficoltà estenuante del viaggio. La descrizione del Caos è considerata uno dei vertici della poesia cosmologica miltoniana, un brano in cui egli fonde con maestria elementi tratti dalla mitologia classica (Esiodo), dalla cosmologia biblica e dalle concezioni scientifiche e filosofiche del suo tempo, creando una visione grandiosa, terrificante e originalissima. Il viaggio di Satana, quindi, non è un semplice espediente narrativo per collegare l’Inferno alla Terra, ma un’esplorazione simbolica profonda della natura del male, della sua relazione intrinseca con il disordine primordiale e della sua minaccia costante e insidiosa all’armonia della creazione divina. La riuscita di questa perigliosa impresa da parte di Satana segna l’inizio della fase più critica e drammatica del poema: l’imminente incontro tra il tentatore consumato e l’innocenza vulnerabile dell’umanità, preludio alla Caduta dell’Uomo e alla conseguente perdita del Paradiso, ma anche, in una prospettiva più ampia, alla necessità e alla promessa di una futura Redenzione e Speranza.

Crediti
 Autori Vari
 Dalla caduta alla promessa di redenzione
  Paradiso Perduto, di John Milton, narra la ribellione di Satana, la Caduta di Adamo ed Eva a causa del suo inganno, e le conseguenze del peccato. Nonostante la perdita dell'Eden, l'opera culmina nella speranza della redenzione attraverso Cristo, guidata dalla Provvidenza divina e dal libero arbitrio.
 SchieleArt •  Doppio autoritratto • 1913

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