Van Gogh ⋯ Sulla soglia dell'eternitàIl racconto di Benni esplora con tragica ironia la dinamica perversa di una coppia che ha trasformato il proprio rapporto in una guerra di logoramento dove l’amore è stato sostituito dal desiderio di vendetta. La metafora del quaderno su cui annotano scrupolosamente i tradimenti reciproci diventa il simbolo perfetto di questa relazione tossica: ogni segno è una ferita inflitta, ogni pagina un capitolo di una battaglia che nessuno dei due combatte più per vincere, ma semplicemente per non essere il primo ad arrendersi. Benni costruisce un ritratto devastante di come l’amore possa degenerare in ossessione possessiva quando perde il contatto con l’autenticità dei sentimenti.

La tragicomica vicenda della coppia rivela una profondissima solitudine esistenziale che entrambi i partner cercano di colmare attraverso il conflitto. Non sono più due persone che si amano, ma due avversari che si tengono in vita a vicenda attraverso l’odio, perché persino l’odio è preferibile all’indifferenza o all’abbandono. Il gioco di vendetta diventa l’unico modo che conoscono per comunicare, l’unico linguaggio attraverso cui possono ancora dirsi qualcosa, anche se quel qualcosa è soltanto ti faccio male perché so che mi ascolti solo quando soffri.

Benni mostra con maestria come questa spirale autodistruttiva sia alimentata da un perfetto equilibrio di colpe: sono sempre pari e patta, nessuno dei due può vantare un vantaggio morale sull’altro, nessuno può recitare la parte della vittima senza essere immediatamente smascherato come carnefice. Questo equilibrio perverso è ciò che tiene insieme la coppia molto più di quanto non l’abbia mai fatto l’amore: sono prigionieri l’uno dell’altro, legati da una catena fatta di reciproche colpe e di segreti condivisi.

La distruzione di ogni residuo di amore avviene attraverso una progressiva ritualizzazione del tradimento. Non si tratta più di passione o di desiderio, ma di calcolo, di strategia, di mossa contro mossa in una partita a scacchi dove i pezzi sono i corpi e le emozioni. Benni descrive questa trasformazione con un humour nero che non nasconde la profonda tristezza sottostante: due persone che un tempo si amavano ora si riducono a contabili dell’infelicità, archivisti del proprio fallimento sentimentale.

Il racconto diventa così una feroce critica alla banalizzazione delle relazioni umane in una società che ha perso la capacità di affrontare la complessità dei sentimenti. La coppia di Benni rappresenta l’esito estremo di una logica che trasforma tutto in competizione, anche l’amore; che misura tutto in termini di dare e avere, anche l’intimità; che tiene il conto di tutto, anche del dolore. Il quaderno dei tradimenti è il monumento a questa mentalità contabile applicata all’emotività, la prova che quando l’amore diventa una questione di pari e patta, tutti perdono, nessuno escluso.

Crediti
 Autori Vari
  Una raccolta di venti racconti che esplorano con ironia e malinconia il tema della solitudine e dell'allegria. I personaggi sono figure stravaganti e indimenticabili, che attraverso le loro storie tragicomiche riflettono sulle contraddizioni della società moderna, sulla fragilità umana e sulla ricerca di un senso profondo nella vita. Le narrazioni di Benni si muovono tra satira sociale e momenti di pura poesia.
  Analisi del libro La grammatica di Dio di Stefano Benni pubblicato in Italia il mese di ottobre del 2007
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