Pazzo cratere della civiltà

Quando abbasso gli occhi su questa fica fottuta di puttana sento tutto il mondo sotto di me, un mondo che barcolla e precipita, un mondo usato e levigato come il cranio di un lebbroso. Se ci fosse un uomo che osasse dire tutto quello che ha pensato di questo mondo, non gli resterebbe un piede quadrato di terreno su cui stare in piedi. Quando un uomo si fa avanti, il mondo gli crolla addosso e gli rompe la schiena. Ma ne restano in piedi sempre troppe, di colonne, troppa umanità purulenta perché fiorisca l’uomo. La sovrastruttura è una menzogna e le fondamenta sono una paura trepidante. Se a intervalli di secolo compare un uomo con uno sguardo disperato, affamato, nell’occhio, un uomo capace di rovesciare il mondo per creare una razza nuova, l’amore che egli porta al mondo si muta in bile ed egli diviene un flagello. Se a volte incontriamo pagine esplosive, pagine che feriscono e bruciano, che strappano gemiti e lacrime e bestemmie, sappiate che son pagine di un uomo alle corde, un uomo a cui non resta altra difesa che le parole e le parole sono sempre più forti della menzogna, peso schiacciante del mondo, più forte di tutte le ruote e i cavalletti che i vili inventano per infrangere il miracolo della personalità. Se un uomo mai osasse tradurre tutto quel che ha nel cuore, mettere giù quella che è la sua vera esperienza, quel che è veramente verità, io credo allora che il mondo andrebbe infranto, che si sfascerebbe in frantumi, e né dio, né accidente, né volontà potrebbe mai radunare i pezzi, gli atomi, gli elementi indistruttibili che componevano il mondo. Nei quattrocento anni dopo che comparve l’ultima anima divoratrice, l’ultimo uomo che conoscesse il significato dell’estasi, c’è stato un continuo netto declino dell’uomo nell’arte, nel pensiero, nell’azione. Il mondo è esausto: non ne è rimasta una scoreggia secca. Come può, chi possieda occhio affamato, disperato, aver il minimo riguardo di questi attuali governi, leggi, codici, principi, ideali, idee, totem e tabù? Se qualcuno sapesse cosa significava leggere l’enigma di quella cosa che oggi si chiama cretto o un buco, se qualcuno avesse il minimo sentimento del mistero attorno al fenomeno che si etichetta “osceno“, questo mondo precipiterebbe. È l’orrore osceno, l’aspetto secco, fottuto delle cose che fa apparire come un cratere questa pazza civiltà. È questo grande abisso di nulla spalancato che gli spiriti creativi e le madri della razza si portano tra le gambe.

Crediti
 Henry Miller
 Tropico del cancro
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Quotes per Henry Miller

L'uomo che cerca la sicurezza, anche della mente, è come uno che si taglia gambe e braccia per avere gambe e braccia artificiali, che non gli diano dolori nè disturbi.

L'uomo eternamente turbato dai problemi dell'umanità, o non ha problemi suoi o si è rifiutato di affrontarli.

Ho bisogno di stare da solo. Devo riflettere sulla mia vergogna e sulla mia disperazione in isolamento; ho bisogno del sole e delle pietre pavimentali delle strade senza compagni, senza conversazione, faccia a faccia con me stesso, con solo la musica del mio cuore per compagnia.

Siamo tutti colpevoli di un crimine; il grande crimine di non vivere appieno la vita.
Ma siamo tutti potenzialmente liberi.
Possiamo smettere di pensare a cosa non abbiamo fatto e fare quello che è in nostro potere.
Forse nessuno ha immaginato quali sono questi poteri.
Che siamo infiniti lo capiamo il giorno in cui ammettiamo a noi stessi che l'immaginazione è tutto.
L'immaginazione è la voce del coraggio.

Raramente ci accorgiamo di quanto il negativo serva a produrre il positivo, il male a far scaturire il bene.