⋯
Tradizionalmente, le teorie dominanti sulla filosofia della mente e le scienze cognitive hanno marginalmente considerato il ruolo del corpo nella situazione ambientale, per comprendere la natura della cognizione. Negli ultimi decenni, diversi autori hanno considerato questo un grave errore, perché queste nozioni non sono lontane da una concezione dualistica: mente e corpo. La teoria della cognizione corporizzata (embodied cognition) propone che i processi cognitivi si sviluppano come un sistema interlacciato tra l’ambiente e l’organismo, tenendo conto sia il corpo sia la mente.

Le radici di questa teoria possono essere ricondotte al lavoro di Heidegger, Piaget, Vygotskij e Merleau-Ponty. Si potrebbe pensare che la tesi corporizzata sia un’alternativa alla corrente cognitiva classica, le cui funzioni cognitive sono concettualizzate attraverso la metafora del computer. Questa corrente si concentra principalmente sulla codifica di rappresentazioni simboliche che permettono all’organismo di trovare soluzioni attraverso operazioni di calcolo, concentrandosi, di facto, solo sui processi cognitivi interni dell’organismo. Per contro, la teoria corporizzata della cognizione cerca un’analisi dinamica relazionale tra l’organismo, le azioni eseguite e il contesto ambientale con cui interagisce.

Questa critica all’approccio classico cognitivista può essere esemplificato agli albori dell’intelligenza artificiale. In quel momento era stata proposta la sfida principale, che era sviluppare algoritmi che simulassero le operazioni computazionali della mente, come se fosse la macchina di Turing. Hanno capito subito che quest’approccio era alquanto inefficiente e che non poteva nemmeno avvicinarsi ai livelli di competenza umana, anche per i compiti più semplici. Autori come Rodney Brooks ha sostenuto che le approssimazioni simboliche nella robotica fallivano perché non consideravano l’importanza delle abilità senso-motorie dell’intelligenza in generale. Così il filosofo Andy Clark propose che una vera intelligenza artificiale poteva essere raggiunta solo con macchine che hanno capacità sensoriali e motorie che permettono loro di interagire con il mondo. Allo stesso modo, la teoria della cognizione corporizzata cerca di separare il concetto di una mente astratta, centralizzata e distinta dai nostri processi sensoriali e motori.

Esther Thelen ci dice che la cognizione emerge dalla continua interazione corporale con il mondo. La cognizione dipende dal tipo di esperienze, che nascono, dall’avere un tipo di corpo con determinate abilità sensoriali e motorie per formare una matrice situata o incorporata in un ambiente all’interno del quale il ragionamento, la memoria, l’emozione, la lingua e altri aspetti della vita mentale sono auto-organizzati.

Questa proposta dimostra che il corpo dell’organismo (ad esempio, se si hanno piedi, pinne, occhi, coda, ecc.) influenza le esperienze sensoriali e motorie possibili, determinando la natura di queste interazioni portate al mondo, costruendo così la base per la formazione di categorie e di concetti. Questa teoria propone inoltre di utilizzare l’ambiente per ridurre il peso del processo cognitivo, vale a dire, che l’attività cognitiva è distribuita tra l’agente o organismo e l’ambiente fisico, sociale e culturale. Questo concetto è noto come cognizione estesa.

Alcuni esempi di simulazioni sensoriali e motorie mentali a iniziare da situazioni esterne sono le immaginazioni che si evocano ricordando qualche episodio della vita. Studi comportamentali suggeriscono che queste immagini mentali coinvolgono rappresentazioni analoghe che funzionalmente conservano le proprietà del mondo esterno. Allo stesso modo, studi con risonanza magnetica dimostrano che la percezione visiva e l’immaginazione visuale condividono substrati neurali comuni. Questo tipo di ancore senso-motorie vale anche per la memoria di lavoro, episodica e implicita e al ragionamento per risolvere i problemi con i modelli spaziali (per una discussione più completa).

Una delle applicazioni più efficaci di questa teoria è data nell’analisi di metafore. George Lakoff suggerisce che le metafore si basano sull’esperienza corporea e che funzionano come mappe concettuali che condividono diverse modalità di informazioni, vale a dire, le metafore vanno oltre il semplice linguaggio e artificio letterario, perché sono di natura concettuale e funzionano come analogie che vanno da dimensioni più astratte a quelle più specifiche o concrete. Ad esempio, una metafora comune per l’amore è definita come viaggio, questa metafora prevede la mappatura da una dimensione (amore) ad un altra (viaggio), dove la dimensione astratta è complementare all’esperienza fisica di un corpo che si muove attraverso il mondo per raggiungere scopi e obiettivi. In altri casi si descrive l’amore come forza fisica – calore, elettricità, scintille – in contrasto con il concetto di crepacuore che è strettamente associato al freddo – distanza, ostacoli – cioè, situazioni che in qualche modo impediscono il movimento fisico.

Altri esperimenti hanno dimostrano che le manipolazioni del corpo fisico possono influenzare i pensieri e giudizi delle persone. In un esperimento classico, Fritz Strack diede ai partecipanti una matita da tenere in bocca mentre giudicavano, quanto erano divertenti certi fumetti. In un gruppo, i partecipanti dovevano tenere la matita con i denti senza toccarla con le labbra, per fare in modo di avere un sorriso forzato (il gruppo del sorriso) e nell’altro gruppo, i partecipanti dovevano tenere la matita solo con le labbra (il gruppo del non sorriso). I risultati dimostrarono che i partecipanti che avevano il sorriso forzato, qualificavano i fumetti più divertenti, rispetto alla controparte del gruppo che non è stato forzato a sorridere.

D’altra parte, John Bargh condusse un esperimento utilizzando stimoli fisici per influenzare inconsapevolmente l’opinione delle persone. In questo esperimento, i partecipanti dovevano tenere in mano bevande calde o fredde con le mani mentre erano in contatto con uno sconosciuto. Dopo questa esperienza sono stati interrogati su quanto fosse affidabile la persona che aveva incontrato. Chi ha tenuto la bevanda calda tendeva a giudicare lo sconosciuto come più affidabile di quelli che tenevano le bevande fredde. L’interpretazione è che la temperatura calda è associata a concetti di calore e comfort, che sono strettamente legati alla sensazione di affidabilità.

In conclusione, la teoria della cognizione corporizzata propone che il nostro corpo determinerebbe il tipo di modelli o azioni che possiamo eseguire, in modo che, il tipo di schemi o azioni che eseguiremo plasmino le nostre funzioni cognitive. L’idea di base è: il corpo costruisce attivamente le sue rappresentazioni sensoriali e motorie in base alle caratteristiche dell’ambiente. Sotto questa teoria, si propone un pensiero scientifico che mette l’accoppiamento strutturale, al centro tra il cervello, il corpo e il mondo esterno.

I cervelli biologici sono prima di tutto il sistema di controllo per i corpi biologici.
I corpi biologici si muovono e agiscono in mondi reali.


Crediti
 • Autori Vari •
 • Neurocultura II •
 • Andy Clark, Olga Rodríguez Sierra •
 • Pinterest •   •  •
 • Sergio Parilli •
 • Anna Maria T. •

Similari
Il caso Nietzsche
850% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
La scrittura delle donne
323% ArticoliCixous HélèneSocietà
Héléne Cixous rilegge il saggio di Freud sulla Testa di Medusa per rivendicare il potere dell’écriture feminine, della scrittura femminile. Da terrificante e mostruosa, Medusa si trasforma in una figura sorridente e sovversiva in grado di destabilizzare l⋯
Dall’autorganizzazione alla comunizzazione
292% ArticoliPolitica
Designare la rivoluzione come comunizzazione è dire questa cosa abbastanza banale, che l’abolizione del capitale è l’abolizione di tutte le classi, compreso il proletariato, e non la sua liberazione, il suo ergersi a classe dominante che organizza la soci⋯
Un nuovo chiarimento della questione “Nietzsche e Stirner”
252% ArticoliBernd A. LaskaFilosofia
Da giovane ho incontrato una pericolosa divinità e non vorrei raccontare a nessuno ciò che allora ho provato — tanto di buono quanto di cattivo. Così ho imparato a tacere, come pure che bisogna imparare a parlare, per ben tacere, che un uomo che vuole te⋯
Basi neurologiche della coscienza
239% ArticoliEduard PunsetJohn BarghNeuroscienze
Spesso non siamo consapevoli di quelle che sono le ragioni e le cause del nostro comportamento; più indaghiamo nei meandri della mente, più ci si accorge di quanto sia importante e potente il nostro inconscio. L’inconscio, come parte più intima di noi ste⋯