Francisco de Goya

Il delinquente, che conosce l’intero flusso delle circostanze, non trova la sua azione così fuori dell’ordine e della comprensibilità come i suoi giudici che biasimano; ma la sua pena gli viene commisurata proprio in base al grado di stupore, da cui quelli sono colti alla vista dell’azione come di una cosa incomprensibile. – Se la conoscenza che il difensore di un delinquente ha del caso e dei suoi precedenti arriva abbastanza lontano, le cosiddette circostanze attenuanti, che egli espone nell’ordine, devono finire col cancellare completamente la colpa. O, ancora più chiaramente: il difensore attenuerà progressivamente e da ultimo annullerà totalmente quello stupore che condanna e commisura la pena, costringendo ogni ascoltatore onesto all’intima confessione: «egli ha dovuto agire come ha agito; se noi punissimo, puniremmo l’eterna necessità». – Misurare il grado della pena in base al grado di conoscenza che si ha o che in genere si può acquistare della storia di un delitto, non cozza ciò contro ogni equità?

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