Perché tutto crollaL’analisi del crollo sistemico presentata in questo capitolo non è una profezia apocalittica basata su una rivelazione mistica, ma una diagnosi clinica basata sull’osservazione dei meccanismi interni della civiltà occidentale moderna. La premessa è che le istituzioni democratiche e liberali, lungi dall’essere il vertice stabile dell’evoluzione politica, sono intrinsecamente autodistruttive. Funzionano come un motore che consuma il capitale sociale, economico e biologico accumulato nei secoli precedenti, senza avere alcun meccanismo per rigenerarlo. Siamo di fronte, secondo l’autore, a una civiltà che sta letteralmente mangiando se stessa per sopravvivere ancora un giorno.

Il motore principale di questo crollo è identificato nella natura stessa della democrazia di massa, che incentiva strutturalmente il breve termine a scapito del lungo termine. I politici, per essere eletti, devono promettere risorse che non esistono ancora, creando un debito pubblico che grava sulle generazioni future. Questo schema, simile a una frode finanziaria su vasta scala o Schema Ponzi, può funzionare solo finché c’è una crescita demografica ed economica costante. Tuttavia, le stesse politiche progressiste che promuovono l’edonismo, l’aborto e la dissoluzione della famiglia tradizionale hanno arrestato la crescita demografica, rompendo la catena di Sant’Antonio necessaria per mantenere in piedi il welfare state.

A questo si aggiunge il peso della complessità burocratica. Ogni problema sociale o economico viene affrontato aggiungendo nuove leggi, nuovi enti regolatori e nuove tasse. Come un organismo obeso che fatica a muoversi, lo Stato moderno diventa sempre più costoso e meno efficiente. Le risorse che dovrebbero essere destinate all’innovazione produttiva vengono dirottate verso il mantenimento di una classe parassitaria di amministratori, consulenti e attivisti sovvenzionati. Questo processo di sclerosi istituzionale rende il sistema incredibilmente fragile: basta una crisi imprevista (economica, pandemica o geopolitica) per far collassare l’intera impalcatura, poiché non ci sono più riserve di energia o capitale per assorbire lo shock.

Un aspetto cruciale dell’argomentazione è la cecità ideologica della classe dirigente, la cosiddetta Cattedrale. Essi non possono vedere il crollo arrivare perché la loro ideologia nega la possibilità del fallimento. Credono che la realtà sia una costruzione sociale modificabile a piacimento e che le leggi dell’economia o della biologia possano essere sospese per decreto legislativo. Quando i risultati non corrispondono alle aspettative (aumento della criminalità, calo del QI, stagnazione economica), la colpa non viene attribuita alle politiche fallimentari, ma a sabotatori immaginari (razzisti, reazionari, evasori), giustificando un ulteriore giro di vite e accelerando la spirale discendente.

Perché Tutto Crolla suggerisce quindi che la disintegrazione non è un incidente di percorso, ma il risultato inevitabile di premesse false. Non si può costruire una civiltà duratura sulla negazione della realtà. Il crollo, in questa prospettiva oscura ma lucida, assume un valore quasi positivo: è il meccanismo di correzione di Gnon (la natura). È il modo in cui la realtà spazza via ciò che è insostenibile, inefficiente e delirante, per fare spazio a nuove forme di ordine che siano nuovamente allineate con le leggi ferree della sopravvivenza e della competizione. Non è la fine del mondo, ma la fine di un’illusione.

Glossario
Crediti
 Sergio Parilli
 L'Illuminismo Oscuro (e altri saggi sulla Neoreazione)
  Raccolta di scritti che fondano il movimento neoreazionario criticando radicalmente democrazia progressismo e egualitarismo. Land propone l'accelerazionismo come strategia per spingere il capitalismo oltre i limiti politici attuali. I saggi esplorano alternative gerarchiche e post-umane al sistema liberale dominante. Il libro combina filosofia politica analisi culturale e futurologia tecnologica in uno stile provocatorio e denso.
  Pubblicazione: settembre 2012
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