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La carne macellata è senza alcun dubbio l’oggetto eminente della pietà di Bacon, il suo unico oggetto di pietà, la sua pietà di anglo-irlandese. E, su questo punto, Bacon è come Soutine, con la sua immensa pietà di ebreo. La carne macellata non è carne morta, essa ha conservato tutte le sofferenze e ha assunto tutti i colori della carne viva. Tanto dolore convulso e vulnerabilità, ma anche affascinante invenzione, colore e acrobazia. Bacon non dice “pietà per le bestie“, ma ritiene piuttosto che ogni uomo che soffre è carne macellata. La carne macellata è la zona comune all’uomo e alla bestia, la loro zona di indiscernibilità; essa è quel “fatto”, quel particolare stato in cui il pittore si identifica con l’oggetto del proprio orrore e della propria compassione. Il pittore è un macellaio, certo, ma egli sta nella sua macelleria come in una chiesa, con la carne macellata come Crocifisso. Soltanto nelle macellerie Bacon è un pittore religioso.

Le immagini di mattatoi e carne macellata mi hanno sempre molto colpito. Mi sembrano direttamente legate alla Crocifissione […] Che altro siamo, se non potenziali carcasse? Quando entro in una macelleria, mi meraviglio sempre di non esserci io appeso lì, al posto dell’animale.
Francis Bacon


Crediti
 • Gilles Deleuze •
 • Logica della sensazione •
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