Hieronymus Bosch ⋯

La cerebralità crescente delle macchine deve comportare di norma la purificazione tecnologica dei corpi. Questi ultimi potranno sempre meno contare sui loro anticorpi e bisognerà dunque proteggerli dall’esterno. La purificazione artificiale di tutti gli ambienti sarà chiamata a supplire alle deficienze dei sistemi immunitari interni. La ragione di tali deficienze è una tendenza irreversibile, spesso chiamata progresso, che porta a spossessare il corpo e lo spirito umani dei loro sistemi di iniziativa e di difesa, per trasferirli su artefatti tecnici. Privato delle sue difese, l’uomo diviene eminentemente vulnerabile alla scienza e alla tecnica, proprio come, privato delle sue passioni, diviene eminentemente vulnerabile alla psicologia e alle terapie che ne seguono, e, sbarazzato delle sue affezioni e malattie, diventa eminentemente vulnerabile alla medicina.

Il bimbo-bolla, circondato da tutto lo spazio medico nello scafandro offerto dalla Nasa, protetto da tutti i contagi grazie a uno spazio immunitario artificiale, che sua madre accarezza attraverso le pareti di vetro e che ride e cresce nella sua atmosfera extraterrestre sotto l’occhio della scienza (è il fratello sperimentale del bambino-lupo, di quel bambino selvaggio che i lupi avevano adottato – oggi sono i calcolatori che si prendono cura del bambino privo di difese). Questo bimbo-bolla è la prefigurazione del futuro, dell’asepsi totale, dell’esorcismo totale dei germi, che è la forma biologica della trasparenza. È il simbolo dell’esistenza sottovuoto, fino ad ora privilegio dei batteri e delle particelle nei laboratori, ma che sarà sempre più il nostro: premuti sotto vuoto come i dischi, conservati sotto vuoto come i surgelati, morenti sotto vuoto, come le vittime dell’accanimento terapeutico. Pensanti e riflettenti sotto vuoto come è ovunque illustrato dall’intelligenza artificiale.

Non è strano pensare che lo sterminio dell’uomo cominci con lo sterminio dei suoi germi, dato che, così com’è, con i suoi umori, le sue passioni, il suo riso, il suo sesso, le sue secrezioni, l’uomo stesso non è altro che un piccolo sporco germe, un virus irrazionale che turba l’universo della trasparenza. Quando sarà stato espurgato, quando tutto sarà stato espurgato e si sarà messo fine a qualunque contaminazione sociale e bacillare, allora resterà solo il virus della tristezza, in un universo di una proprietà e sofisticazione mortali.

Hieronymus Bosch ⋯

Il pensiero, essendo a modo suo un sistema di anticorpi e di difesa immunitaria naturale, è anch’esso fortemente minacciato. Rischia di essere vantaggiosamente rimpiazzato da una bolla elettronica cerebrospinale espurgata da qualunque riflesso animale o metafisico. Anche senza tutte le tecnologie del bimbo-bolla, noi viviamo già in questa bolla, in questa sfera di cristallo che avviluppa certi personaggi di Hieronymus Bosch, guaina trasparente nella quale ci rifugiamo, al tempo stesso disarmati e superprotetti, votati all’immunità artificiale e alla trasfusione perpetua, e destinati a morire al minimo contatto col mondo. Così stiamo tutti perdendo le difese, siamo degli immunodeficienti virtuali.

Tutti i sistemi integrati e sovraintegrati, i sistemi tecnici, il sistema sociale, il pensiero stesso nell’intelligenza artificiale e i suoi derivati, tendono verso questo limite dell’immunodeficienza. Puntando all’eliminazione di ogni aggressione esterna, essi secernono la loro propria virulenza interna, la loro reversibilità malefica. Giunti a un certo punto di saturazione, assumono senza volerlo questa funzione di reversione, di alterazione, e tendono a distruggersi da sé. La loro trasparenza stessa li minaccia, e il cristallo si vendica.

Hieronymus Bosch ⋯

In uno spazio superprotetto il corpo perde tutte le sue difese. Nelle sale operatorie la profilassi è tale che nessun microbo, nessun batterio può sopravvivere. Ebbene, è proprio lì che si vedono nascere malattie misteriose, anomale, virali, perché i virus, loro, proliferano non appena trovano uno spazio libero. In un mondo espurgato dalle vecchie infezioni, in un mondo clinico “ideale” si dispiega una patologia impalpabile, implacabile, nata dalla disinfezione stessa.

Patologia di terzo tipo. Come nelle nostre società abbiamo a che fare con una violenza nuova, nata dal paradosso di una società permissiva e pacificata, così abbiamo a che fare con nuove malattie che sono quelli di corpi superprotetti dal loro scudo artificiale, medico o informatico, vulnerabili quindi a tutti i virus, alle reazioni a catena più “perverse” e più inattese. Una patologia che non rileva più dell’accidenti o dell’anomia, ma dell’anomalia. Esattamente quanto avviene per il corpo sociale, dove le stesse cause comportano gli stessi effetti perversi, le stesse disfunzioni imprevedibili che possiamo assimilare al disordine genetico delle cellule, e anche qui a forza di superprotezione, di supercodificazione, di superinquadramento. Il sistema sociale come il corpo biologico, perde le difese naturali nella misura della sofisticazione delle sue protesi. E la medicina farà una bella fatica a scongiurare questa patologia inedita, perché essa stessa fa parte del sistema di superprotezione, di accanimento protezionista e profilattico del corpo. […]

A uno stadio elementare questo genio maligno dell’alterità prende la forma dell’accidente, della panne, del collasso. A uno stadio ulteriore corrisponde la forma virale, epidemica, la virulenza che attraversa tutto il sistema e contro la quale esso è senza difese, giacché la sua stessa integrazione provoca l’alterazione.

Hieronymus Bosch ⋯

La virulenza si impossessa di un corpo, di una rete o di un sistema nel momento in cui esso espelle tutti gli elementi negativi e si risolve in una combinatoria di elementi semplici. È perché i circuiti e i sistemi reticolari sono divenuti degli esseri virtuali, dei non-corpi, che i virus vi si scatenano e che queste macchine “immateriali” sono tanto più vulnerabili di quelle meccaniche tradizionali. Virtuale e virale vanno di pari passo. Dato che il corpo stesso è diventato un non-corpo, una macchina virtuale, i virus se ne impossessano. […] Quando si consegna il corpo alle protesi e nello stesso tempo alle fantasie genetiche, si disorganizzano i suoi sistemi di difesa. Un tale corpo frattale votato alla moltiplicazione delle proprie funzioni esterne si vede nello stesso tempo votato alla demoltiplicazione interna delle proprie cellule. Entra in metastasi: le metastasi interne e biologiche sono simmetriche a quelle metastasi esterne che sono le protesi, i sistemi reticolari, i collegamenti. Con la dimensione virale sono i tuoi stessi anticorpi che ti distruggono. È la leucemia dell’essere che divora le proprie difese, precisamente perché non ci sono più minacce, non ci sono più avversità. La profilassi assoluta è micidiale. La medicina non mostra di averlo capito quando tratta il cancro e l’Aids quasi fossero malattie convenzionali, mentre si tratta di malattie nate dal trionfo della profilassi e della medicina, malattie nate dalla scomparsa delle malattie, dalla liquidazione delle forme patogene. Patologia di terzo tipo, inaccessibile a qualunque farmacopea dell’epoca precedente (quella delle cause visibili e degli effetti meccanici). A un tratto tutte le affezioni appaiono di origine immunodeficiente (un po’ come tutte le violenze sembrano d’origine terrorista). L’attacco e la strategia virale hanno sostituito in qualche modo il lavoro dell’inconscio.

Come l’essere umano, concepito quale macchina digitale, diventa il terreno d’elezione delle malattie virali, così le reti dei programmi diventano il terreno d’elezione dei virus elettronici. Neanche qui esiste prevenzione o terapia efficace, le metastasi invadono tutta la rete, i linguaggi macchinici desimbolizzati non offrono maggior resistenza ai virus che i corpi desimbolizzati. La panne, l’incidente meccanico tradizionale riguardavano una buona vecchia medicina riparatoria; i collassi improvvisi, le improvvise anomalie, gli improvvisi “tradimenti” degli anticorpi sono senza rimedio. Sapevamo guarire le malattie della forma; ora siamo senza difesa di fronte alle patologie della formula. Per il fatto di avere ovunque sacrificato l’equilibrio naturale delle forme a vantaggio della convergenza artificiale del codice della formula, rischiamo un disordine molto più grave, una destabilizzazione senza precedenti. Per aver fatto del corpo e del linguaggio dei sistemi artificiali votati all’intelligenza artificiale, li abbiamo non solo destinati alla stupidità artificiale, ma a tutte le aberrazioni virali nate da questa artificiosità senza rimedio.

La viralità è la patologia dei circuiti chiusi, dei circuiti integrati, della promiscuità e della reazione a catena. È una patologia dell’incesto, inteso in senso lato e metaforico. Chi vive dello stesso morirà dello stesso. L’assenza di alterità secerne quest’altra alterità inafferrabile, questa alterità assoluta che è il virus.

 ⋯

Crediti
 • Jean Baudrillard •
 • La trasparenza del male •
 • Pinterest •   •  •

Similari
 ⋯ Il caso Nietzsche
480% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
 ⋯ La scrittura delle donne
344% ArticoliCixous HélèneSocietà
Héléne Cixous rilegge il saggio di Freud sulla Testa di Medusa per rivendicare il potere dell’écriture feminine, della scrittura femminile. Da terrificante e mostruosa, Medusa si trasforma in una figura sorridente e sovversiva in grado di destabilizzare l⋯
 ⋯ Dall’autorganizzazione alla comunizzazione
270% ArticoliAutori VariPolitica
Designare la rivoluzione come comunizzazione è dire questa cosa abbastanza banale, che l’abolizione del capitale è l’abolizione di tutte le classi, compreso il proletariato, e non la sua liberazione, il suo ergersi a classe dominante che organizza la soci⋯
Friedrich NietzscheUn nuovo chiarimento della questione “Nietzsche e Stirner”
223% ArticoliBernd A. LaskaFilosofia
Da giovane ho incontrato una pericolosa divinità e non vorrei raccontare a nessuno ciò che allora ho provato — tanto di buono quanto di cattivo. Così ho imparato a tacere, come pure che bisogna imparare a parlare, per ben tacere, che un uomo che vuole te⋯
⋯ Thomas Dodd ⋯«Il normale e il patologico» …la cultura e l’errore
154% ArticoliFilosofiaPiero Dominici
“Un’anomalia non è un’anomalia. La diversità non significa malattia.” Successore di Gaston Bachelard sulla cattedra di storia e filosofia delle scienze alla Sorbona, Georges Canguilhelm può essere considerato il fondatore di un’epistemologia storica che g⋯
 ⋯ Basi neurologiche della coscienza
152% ArticoliAutori VariNeuroscienze
Spesso non siamo consapevoli di quelle che sono le ragioni e le cause del nostro comportamento; più indaghiamo nei meandri della mente, più ci si accorge di quanto sia importante e potente il nostro inconscio. L’inconscio, come parte più intima di noi ste⋯