Salvador Dalí ⋯ Don Chisciotte
Il pianeta Terra sta vivendo un periodo di intense trasformazioni tecniche e scientifiche in considerazione delle quali, si sono generati fenomeni di squilibri ecologici che minacciano, a breve termine, – se non viene posto rimedio – l’attuazione della vita sulla sua superficie. Parallelamente a questi coinvolgimenti, i modi di vita degli umani, individuali e collettivi, si evolvono nel senso di un progressivo deterioramento: le reti di parentela tendono a ridursi al minimo, la vita domestica è incancrenita dal consumo “mass-mediatico“, la vita coniugale e familiare si trovano spesso “ossificata” in una sorta di standardizzazione dei comportamenti, le relazioni di vicinato sono generalmente ridotte alla loro più povera espressione. Il rapporto tra soggettività con la sua esteriorità sia sociale, animale, vegetale, cosmica si vede così compromessa in una sorta di movimento generale d’implosione e d’infantilismo regressivo. L’alterità tende a perdere tutta la sua asprezza. Il turismo, per esempio, è sintetizzato spesso nel recarsi in un luogo entro le stesse ridondanti immagini e comportamenti. I partiti politici e le istanze esecutive si mostrano totalmente incapaci di cogliere questo problema con tutte le sue implicazioni, infatti, anche se recentemente hanno preso una parziale consapevolezza dei pericoli più evidenti che minacciano l’ambiente naturale delle nostre società, in genere si limitano ad affrontare il campo dell’inquinamento industriale, solo dal punto di vista tecnocratico, quando in realtà una sola articolazione etico – politica, che io chiamo ecosofia tra i tre registri ecologici – ambientale, relazioni sociali e la soggettività umana – sarebbe suscettibile per chiarire convenientemente questi problemi. La domanda che ci resta ora da porci, è in quale forma si vivrà da oggi in poi su questo pianeta?

Crediti
 • Félix Guattari •
 • Pinterest • Salvador Dalí Don Chisciotte • litografia, 36x56 cm tratta da Les Chevaux de Dalí •

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