Si tratta di un’ampia gamma di questioni che riguardano: il livello di cultura generale degli ex studenti e il suo effetto sul grande pubblico o su categorie particolari di persone; i consigli da dare ai futuri studenti per guidarli nella scelta della facoltà; l’esprit de corp perché i successi sportivi dell’istituto non prevalgano sul resto; la pubblicità relativa alle ricerche svolte nell’università in modo da attrarre coloro che possono dare il loro contributo; gli strumenti da utilizzare per far conoscere meglio gli scopi e il lavoro dell’istituzione onde ricevere donazioni eccezionali, finalizzate a obiettivi precisi. Circa settantacinque di questi nuovi servizi si sono federati nell’Associazione americana degli uffici di informazione universitaria, compresi quelli creati di recente a Yale, a Wellesley, presso gli atenei dell’Illinois, dell’Indiana, del Wisconsin, della California, la Western Reserve Academy e la Tufts University. Un bollettino quindicinale informa i soci di quanto avviene nei vari istituti.
L’associazione ha la missione di difendere le regole etiche della professione e si adopera attivamente per lavorare di buon accordo con la stampa.
L’Associazione nazionale dell’insegnamento e altre organizzazioni similari utilizzano anch’esse gli strumenti della propaganda per promuovere le grandi missioni del settore educativo, in tal modo cercano di rivalutare il lavoro dell’insegnante e migliorare le condizioni economiche di coloro che lo esercitano.
A volte uno scandalo come l’affaire McAndrew Affare McAndrew. William McAndrew direttore degli istituti scolastici della città di Chicago, fu attaccato dal sindaco William Thompson per essersi opposto alla revoca di 288 professori titolari, sostituiti da impiegati comunali, nel processo del 1927 il sindaco fu accusato di corruzione e connivenza. ricorda al pubblico che i professori di alcuni istituti scolastici non godono affatto di una totale libertà di insegnamento e che in certe municipalità vengono assunti più sulla base di considerazioni politiche e confessionali, che per le loro qualità e qualifiche professionali. Se si utilizzasse la propaganda per dare a queste gravi questioni risonanza nazionale esse troverebbero sicuramente una qualche soluzione.
I problemi che si pongono concretamente agli atenei sono tra i più diversi e strani. Ad esempio la facoltà di farmacia di una certa università è in allarme perché il laboratorio collegato all’istituto ha ampliato il campo delle sue attività, facendo da buvette, cantina, libreria e caverna di Alì Babà dove si trovano articoli di cartoleria insieme a componenti di apparecchi radio. Pur comprendendo il vantaggio economico che deriva dalla drogheria-chincaglieria-buvette per il laboratorio farmaceutico, la facoltà ritiene che ciò svilisca l’arte antica e nobile della farmacopea.
L’università Cornell ha scoperto che le donazioni stanno diminuendo, perché agli occhi della gente si tratta di un’istituzione dello stato finanziata con soldi pubblici.
Molte delle nostre maggiori università ritengono giustamente che i risultati delle ricerche compiute dai loro dipartimenti non dovrebbero essere consultabili soltanto nelle biblioteche o attraverso le riviste scientifiche, ma anche, ogni volta che fosse auspicabile e opportuno, divulgati al grande pubblico in una forma accessibile. Harvard non è il solo ateneo ad aver imboccato questa strada.
Scrive Charles Merrill su Personality: Poco tempo fa un professore di Harvard ha goduto di grande spazio sui quotidiani, ogni giorno venivano pubblicati articoli dedicati a lui e alle sue scoperte. Partito per lo Yucatan, mosso da ragioni puramente scientifiche, al ritorno il professore è riuscito a svelare il mistero del calendario venusiano dei Maya. Ha scoperto la chiave dell’enigma, il procedimento inventato da questo antico popolo per conservare le tracce del tempo trascorso. Confrontando gli eventi celesti consegnati dai Maya con i fatti astronomici conosciuti, ha rilevato una perfetta correlazione tra la misura del tempo di questi indiani dell’America centrale e le posizioni effettivamente occupate dal pianeta Venere nel VI secolo a.C. Contemporaneamente ha dimostrato che una civiltà fiorente duemilacinquecento anni fa aveva raggiunto dei vertici fino ad allora insospettati. Uno sguardo retrospettivo sulle ragioni che hanno indotto la stampa popolare a riferire la scoperta del professore è altrettanto rivelatore […] Lasciato a sé stesso l’eminente studioso sarebbe stato pubblicato, forse su qualche rivista specialistica e le sue osservazioni non sarebbero state accessibili al grande pubblico […] Questo messaggio di una remota antichità è stato invece divulgato grazie all’iniziativa di un giovane James W.D. Seymour […] Alcuni forse resteranno molto sorpresi dal sapere che il vertice del sapere, il più antico e il più prestigioso del paese ha deciso di battere sul tempo le compagnie ferroviarie, le associazioni professionali, i produttori cinematografici, i partiti politici, e che assume agenti di pubblicità. Questa però è la realtà […] con la benedizione dei consigli di amministrazione e del corpo insegnante, la grande maggioranza delle facoltà e delle università americane si sono dotate di un servizio di pubblicità, con un direttore stipendiato e una sfilza di assistenti con lo scopo dichiarato di stringere rapporti cordiali con la stampa e, tramite i giornali, con il grande pubblico […] Si tratta di un’iniziativa che rompe drasticamente con la tradizione […] Per molto tempo le università hanno preferito che non ci si occupasse troppo di loro. È capitato che invitassero malvolentieri e con un certo disprezzo dei giornalisti per la cerimonia della consegna dei diplomi, ma non aprivano di più le loro porte […] Oggi un giornalista che vuole intervistare un professore di Harvard basti che telefoni al segretario dell’ufficio informazioni dell’università. Ufficialmente Harvard manifesta ripugnanza per il titolo di direttore della pubblicità. In pratica tuttavia il responsabile del detto ufficio ha la funzione di pubblicitario della casa. Oggi è un personaggio importante.
Propaganda. Della manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia
Traduzione di Augusto ZulianiLa propaganda al servizio dell'educazione
SchieleArt • •
Evoluzione delle retoriche elettorali moderne ⋯
Gli studi storici mappano le trasformazioni retoriche elettorali recenti. I movimenti politici capitalizzano la polarizzazione sociale proponendo narrative manichee. Le istituzioni tradizionali faticano a interpretare i bisogni emergenti. Gli elettori rispondono a messaggi emotivi, abbandonando le mediazioni consolidate. Le leadership innovative devono affrontare la complessità globale. Il rinnovamento programmatico necessita di visioni lungimiranti. I meccanismi inclusivi rafforzano la rappresentanza democratica effettiva. Gli equilibri territoriali richiedono politiche mirate.
Marco Tarchi Il secolo populista
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William Durant La storia della civiltà
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Nel mondo delle merci la filosofia lotta, evocando concetti che spezzano le catene della pubblicità
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Fare una mossa sbagliata negli scacchi è come scegliere le parole sbagliate in una conversazione: spesso non c'è modo di tornare indietro.
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Questo libro esamina come le università moderne, in particolare nel contesto globale, affrontano la crescente pressione del mercato e dei finanziatori privati. Simone riflette sulle conseguenze per la missione educativa delle università e sulle sfide etiche che ne derivano, esplorando il delicato equilibrio tra autonomia accademica e dipendenza economica.
La fabbrica dei cervelli di Noam Chomsky
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L’università e la comunicazione di Massimo Baldini
Baldini esplora il ruolo della comunicazione nelle università, analizzando come le strategie di marketing e pubbliche relazioni siano diventate cruciali per il successo delle istituzioni accademiche. Il libro fornisce un quadro completo delle sfide comunicative che le università devono affrontare nell’era moderna, tra tradizione e innovazione.







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