Psiche e Soma

La Psicosomatica studia i legami che intercorrono tra psiche e soma, cioè tra i fattori psicologici e quelli organici nell’origine e/o nel mantenimento di stati di alterazione dell’organismo o di malattie vere e proprie. In ambito psicosomatico, sostanzialmente, l’individuo viene visto nella sua inscindibile globalità corporea e psichica. Tale concezione della persona è meno nuova di quanto a prima vista si possa pensare. Nell’Antico Egitto e nell’Antica Grecia esisteva la figura del medico-sacerdote, il quale nel curare non poteva trascurare gli aspetti spirituali dell’essere umano in relazione al suo macrocosmo.
 ⋯ La medicina pitagorica, per esempio, ricercava le analogie tra l’uomo e l’universo, tra microcosmo e macrocosmo, e concettualizzava la malattia come una rottura dell’equilibrio dell’organismo legata alla perduta armonia tra queste due forze. In base a quest’ottica, la cura non poteva limitarsi alla sola scomparsa dei sintomi, che tra l’altro erano interpretati come segnali utili per capire compiutamente il problema, ma doveva tentare di recuperare il rapporto tra microcosmo e macrocosmo al fine di ricostruire l’armonia perduta, ritenuta la vera fonte di salute. Anche quello che è considerato il più celebre medico dell’antichità, Ippocrate, proponeva una visione psicosomatica della malattia: nella sua medicina umorale attribuiva l’insorgenza della malattia ad uno squilibrio tra gli umori del corpo. Nella concezione ippocratica è di fondamentale importanza il temperamento individuale, da egli classificato in tipo sanguigno, flemmatico, bilioso, melanconico, come elemento strutturante la malattia. Di fatto, l’approccio generale di Ippocrate sarà rispettato anche da Galeno e rimarrà un punto di riferimento fino a tutto il periodo medioevale e rinascimentale. La situazione cambierà a partire dal Seicento. L’invenzione del microscopio e le idee del filosofo René Descartes, offriranno alla medicina la possibilità di indagare e di concepire l’organismo come una macchina regolata da forze meccaniche e da forze fisiche-chimiche, al punto tale che la distinzione cartesiana tra res cogitans e res extensa influenzerà in larga parte la medicina moderna. Da quel periodo in poi, i medici tenderanno a focalizzarsi sui singoli organi, perdendo di vista una visione olistica dell’essere umano.
 ⋯ Nell’Ottocento, per la maggioranza dei medici ogni malattia corrisponde ad una malattia di un organo. La visione psicosomatica della malattia inizierà a riaffermarsi con il fondatore della psicoanalisi, Sigmund Freud. Per quanto Freud non abbia parlato di medicina psicosomatica, neologismo dovuto allo psichiatra-teologo Johann Christian August Heinroth, fautore di un approccio spirituale alla malattia, e per quanto il medico Bernard nel 1850 circa scoprì la tendenza dell’organismo a raggiungere uno stato di omeostasi, sono stati gli Studi sull’Isteria di Freud a riproporre prepotentemente il tema del rapporto tra psiche e soma all’attenzione della comunità scientifica. Nel 1895 Freud scrive: l’isteria si genera mediante la rimozione di una rappresentazione insopportabile per effetto della difesa. La rappresentazione rimossa continua a sussistere quale debole traccia mnestica, mentre l’affetto tolto a quella rappresentazione viene impiegato per un’innovazione somatica, cioè una conversione dell’eccitamento sul soma. Detto con altre parole, per Freud il disturbo psicosomatico era l’esito della conversione organica di un conflitto psichico tra la pulsione che tende alla soddisfazione del desiderio e l’istanza difensiva volta alla repressione del desiderio stesso. Attualmente è ampiamente documentato e riconosciuto che la prolungata attivazione del sistema nervoso autonomo e neurovegetativo, sarebbe a dire come se l’organismo fosse in una cronica condizione di allerta e difesa, è in relazione con lo sviluppo di disturbi di tipo psicosomatico che possono riguardare l’apparato gastrointestinale (gastrite, colite ulcerosa, ulcera peptica), l’apparato cardiocircolatorio (tachicardia, aritmie, cardiopatia ischemica, ipertensione essenziale), l’apparato respiratorio (asma bronchiale, sindrome iperventilatoria), l’apparato urogenitale (dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia, enuresi), il sistema cutaneo (la psoriasi, l’acne, la dermatite atopica, il prurito, l’orticaria, la secchezza della cute e delle mucose, la sudorazione profusa), il sistema muscoloscheletrico (la cefalea tensiva (o mal di testa), i crampi muscolari, il torcicollo, la mialgia, l’artrite, dolori al rachide, la cefalea nucale). Nel momento in cui si presenta un sintomo psicosomatico, generalmente, le persone tendono a reagire come se avessero dinanzi un fastidio che deve essere eliminato e cacciato via, principalmente attraverso un approccio esclusivamente farmacologico, il prima possibile. Un sintomo è come se venisse avvertito in una duplice maniera: nasce in noi, nel nostro corpo, ma è come se non ci appartenesse, come se fosse un estraneo che ci abita. Di qui il desiderio di farlo sparire. Se tale atteggiamento appare del tutto comprensibile, non è detto che sia allo stesso tempo necessariamente anche curativo. Una cefalea, una gastrite, un’aritmia cardiaca, non sono solo effetti indesiderati e collaterali che colpiscono un corpo che può fallire, alla stregua di una macchina che si deteriora, bensì un qualcosa di più ampio. Un approccio compiutamente psicosomatico tenta di ascoltare il corpo, e non trascura l’evenienza che una malattia rompe un flusso esistenziale in una certa persona in un momento specifico della sua vita. Detto in altre parole, la malattia psicosomatica altera un certo equilibrio, e non ci si può non fermare a riflettere su cosa funzionasse e cosa no in tale equilibrio. Attraverso quest’opera di ascolto ci si rende conto che nel periodo pre-malattia non tutto scorreva così tranquillamente. Concludendo questo breve articolo, si vuole sottolineare come una moderna prospettiva psicosomatica permetta di vedere il corpo non come una macchina, bensì come un portatore di senso che, al pari della psiche, esprime la storia e la soggettività di una persona.

Crediti
 • Luca Zucconi •
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