La psicologia doveva escludere la definizione razionale di verità del filosofo, poiché gradatamente era apparso chiaro che nessuna filosofia aveva una sufficiente validità generale da adattarsi uniformemente alla varietà dei soggetti individuali. E siccome, anche per questioni di principio, era possibile un numero indefinitamente grande di differenti dichiarazioni soggettive, la cui validità a sua volta poteva essere assenta solo soggettivamente, divenne naturalmente necessario abbandonare la discussione filosofica per sostituirla con l’esperienza. In tal modo la psicologia divenne una scienza naturale.
Per il momento la filosofia tuttavia conservò la sua presa sul vasto campo della psicologia razionale o speculativa, e soltanto con il passare dei secoli quest’ultima poté svilupparsi in una scienza naturale. Neppure oggi la trasformazione è completa. La psicologia come materia di studio fa parte ancora nella maggior parte delle Università della Facoltà di Filosofia, e la psicologia clinica deve trovare rifugio presso la Facoltà di Medicina. Così, ufficialmente, la situazione è ancora per lo più medievale, dato che perfino le scienze naturali sono ammesse soltanto come Phil. II sotto il mantello della Filosofia Naturale. Sebbene sia ovvio da almeno duecent’anni che la filosofia dipende soprattutto da premesse psicologiche, fu fatto tutto quanto era possibile per oscurare l’autonomia delle scienze empiriche, quando la scoperta della rotazione della Terra e delle lune di Giove non poté più a lungo esser negata. Di tutte le scienze naturali la psicologia è stata la meno capace di conquistarsi l’indipendenza.
Questa arretratezza mi sembra significativa. La posizione della psicologia è paragonabile a quella di una funzione psichica che è inibita dalla mente cosciente; è ammessa l’esistenza soltanto di quei componenti di essa che si accordano con la prevalente tendenza della coscienza. Qualunque cosa non sia in accordo viene negata come esistente, nonostante ci siano numerosi sintomi o fenomeni che provano il contrario. Chiunque abbia una certa familiarità con questi processi psichici sa con quali sotterfugi e quali manovre di autoinganno si cerchi di eliminare l’inconveniente. Accade precisamente lo stesso per la psicologia empirica: disciplina subordinata alla generale psicologia filosofica, la psicologia sperimentale è ammessa come una concessione all’empirismo della scienza naturale, ma è appesantita di termini tecnici della filosofia. Per quanto riguarda la psicopatologia, essa è stata collocata nella Facoltà di Medicina come una curiosa appendice alla psichiatria. La psicologia clinica, come ci si può ben aspettare, trova scarso o nullo riconoscimento nelle università.
Mi esprimo in modo piuttosto drastico sull’argomento perché cerco di mettere in rilievo la posizione della psicologia tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo. Il punto di vista di Wundt è perfettamente indicativo della situazione – anche perché dalla sua scuola è uscita una serie di notevoli psicologi che fissarono la posizione della psicologia agli inizi del ventesimo secolo. Nel suo Lineamenti di psicologia, Wundt dice:
Qualunque elemento della psiche che sia scomparso dalla coscienza deve essere chiamato inconscio nel senso che abbiamo in noi la possibilità del suo rinnovamento, cioè della sua riapparizione nella interconnessione pratica dei processi psichici. La nostra conoscenza di un elemento che è divenuto inconscio non si estende oltre la possibilità del suo rinnovamento… Pertanto esso non ha significato alcuno se non come disposizione all’emergere di elementi futuri… Considerazioni circa lo stato dell’inconscio o dei processi inconsci di qualunque tipo… sono completamente improduttive per la psicologia. Ci sono, naturalmente, concomitanti fisiche della disposizione psichica menzionata, delle quali alcune possono essere direttamente dimostrate, altre dedotte da varie esperienze.
Inconscio: Elemento psichico rimosso dalla coscienza che permane come disposizione latente per un futuro rinnovamento nei processi pratici ma che per la psicologia sperimentale classica risulta privo di reale produttività.
Psicologia clinica: Disciplina che si occupa della diagnosi e del trattamento dei disturbi mentali spesso costretta a cercare rifugio presso le facoltà di medicina a causa della mancata indipendenza istituzionale della psicologia.
Scienza naturale: Settore della conoscenza basato sull’osservazione empirica e sulla verifica sperimentale dei fenomeni che la psicologia ha faticato ad abbracciare pienamente per via del forte legame storico con la filosofia.
L'amalgama inscindibile della relazione ⋯
Non esiste un punto marcio e uno sano e non c'è il bene qua e il male là, questo è quello che fa comodo pensare, ma in realtà, noi siamo il composito che viene fuori da ogni interazione, e figuriamoci poi, se il contesto si allarga; per quanto si voglia credere o fare per essere bene affibbiando il male all'altro, quel che esiste è solo ciò che si manifesta nella relazione e, scindere qua, è da folli o da ipocriti.
Anna Maria Tocchetto Maria e i suoi angeli
Narrativa contemporanea, Romanzo psicologico
Conformismo Metodologico Accademico ⋯
Il metodo scientifico richiede apertura mentale e disponibilità a rivedere le proprie convinzioni di fronte a nuove evidenze. Tuttavia, la pratica accademica spesso premia il conformismo metodologico e penalizza chi sfida i paradigmi dominanti, creando un ambiente che ostacola l'innovazione concettuale radicale.
Massimo Pigliucci Il Dogma Scientifico
Saggistica, Filosofia della scienza
L'importanza della tolleranza per la pace ⋯
La tolleranza è la chiave per la convivenza pacifica in una società giusta
Voltaire Trattato sulla tolleranza
Filosofia, Illuminismo, Saggistica
Gli archetipi come forze attive ⋯
Gli archetipi non sono solo modelli culturali, ma forze attive nella nostra psiche che influenzano le nostre scelte e comportamenti.
Carl Gustav Jung Psicologia e alchimia
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La costrizione che genera il disagio ⋯
Si può restar seduti parecchie ore, incrociando le gambe, nella stessa posizione, quando si sa che nulla impedisce di cambiar posizione; ma se una persona sa che deve rimaner seduto così, con le gambe incrociate, gli verranno i crampi, le gambe si stireranno e si stringeranno in quel punto dove egli vorrebbe allungarle.
Lev Nikolàevič Tolstòj Anna Karenina
Letteratura russa, Romanzo psicologico, Romanzo
Saggi di psicologia analitica di Carl Gustav Jung
Questa raccolta di scritti approfondisce il passaggio della psicologia da disciplina speculativa a scienza empirica autonoma. L’autore discute ampiamente la necessità di svincolare l’indagine psichica dalle catene della filosofia tradizionale per abbracciare una metodologia clinica rigorosa. Viene messo in evidenza come la mente umana non possa essere ridotta a semplici premesse razionali predefinite. Il testo rappresenta una critica costruttiva alle istituzioni accademiche del tempo che faticavano a riconoscere la validità della ricerca sull’inconscio e sulla psiche profonda.
Fondamenti di psicologia fisiologica di Wilhelm Wundt
L’opera è considerata il manifesto fondativo della psicologia sperimentale moderna e descrive i primi passi compiuti per trasformare lo studio della mente in una disciplina di laboratorio. L’autore analizza i processi sensoriali e percettivi attraverso l’osservazione empirica dei fenomeni. Il volume riflette perfettamente la tensione tra la vecchia scuola filosofica e le nuove esigenze scientifiche del diciannovesimo secolo. Attraverso una trattazione sistematica, si cerca di stabilire i parametri oggettivi per lo studio della coscienza, pur mantenendo un legame ancora visibile con la terminologia classica.
La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Thomas Kuhn
In questo saggio celebre viene esaminato come le discipline scientifiche evolvano attraverso il superamento di vecchi paradigmi dominanti. L’analisi si adatta perfettamente alla storia della psicologia e alla sua lotta per ottenere l’indipendenza istituzionale dalla facoltà di filosofia. L’autore spiega le dinamiche di resistenza che le comunità accademiche oppongono alle nuove scoperte empiriche che minacciano l’ordine costituito. Il libro offre una chiave di lettura preziosa per comprendere perché la trasformazione della psicologia in scienza naturale sia stata un processo lento, tortuoso e parziale.






















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