La crisi iniziale di Nietzsche: Eduard Mushacke?
Un esame scrupoloso e empatico del materiale biografico esistente mostra in numerosi punti che conviene cercare la causa immediata della crisi iniziale del filosofo Nietzsche nel soggiorno che egli fece a Berlino nella prima quindicina del mese di ottobre 1865 o più esattamente nel suo incontro con Eduard Mushacke. Chi era dunque questo personaggio? Eduard Mushacke è una figura a cui la ricerca nietzschiana non ha sinora prestato alcuna attenzione. Non è menzionato che eccezionalmente negli indici dei libri e riviste consacrate al filosofo. Janz lo chiamava erroneamente Eberhard. La nuova Cronaca nietzschiana del Giubileo (853 pp., edizioni dtv, 2000) ignora anche le date della sua nascita e della sua morte e i dizionari biografici non lo menzionano. Janz, seguendo in ciò un’indicazione di Nietzsche, fa di lui un professore, cosa che è senz’altro esatta, ma non quadra del tutto con l’entusiasmo suscitato dalla sua personalità presso il giovane, che si liberava allora da tutto ciò che lo aveva legato sino ad allora.

L’ignoranza continua di Mushacke nella ricerca nietzschiana è in rapporto con l’ignoranza generale di Stirner così come l’abbiamo descritta. È occupandomi di quest’ultimo che ho trovato nella biografia che gli ha consacrato J. H. Mackay, una pista che conduce a Mushacke. Vi si tratta in effetti brevemente per due volte di un professore di scuola normale dal nome di Mussak, che, membro del “circolo intimo” dei giovani hegeliani berlinesi, era un “buon amico” di Stirner. John Henry Mackay, Max Stirner. Sein Leben und sein Werk, (Max Stirner, la sua vita e la sua opera), Berlin-Charlottenburg, Selbstverlag, 1914, p. 90 Mackay aveva questa informazione da un garante di un altro membro di questo circolo, e cioè Friedrich Engels. Questo Mussak senza nome era lo stesso personaggio di Eduard Mushacke? Delle ricerche effettuate negli annuari e le liste nominative hanno permesso di concludere per cominciare che questo nome — Mussak — non esisteva a quest’epoca nella regione berlinese. Altre ricerche negli archivi apportarono finalmente la certezza che Engels aveva scritto il nome in modo fonetico. In fin dei conti fu possibile assicurarsi, sulla base di numerosi documenti, che l’amico di Stirner citato da Engels era proprio il professor dottor E. Mushacke (1812-1873). Risultato che doveva confermare un’altra ricerca, fatta per caso quasi simultaneamente, ma indipendentemente da me, e non avente Nietzsche per oggetto. Manfred Kliem: Wer war der im Engels-Brief vom 22. Oktober 1889 genannte, bisher nicht identifizierte Junghegelianer “Mussak”? In: Beiträge zur Marx-Engels-Forschung, Band 29, Berlin 1990, pp. 176-185

Si può dedurre egualmente senza grande fatica ciò che l’incontro con E. Mushacke dovette significare per Nietzsche da qualche testimonianza che è giunta a noi. Nella sua lettera a Granier del mese di settembre 1865 citata in precedenza, Nietzsche, che era da poco sfuggito alla “solitudine evidente, a questa pienezza vuota, a questa senile giovinezza” dei suoi amici di studi di Bonn, si lamentava ancora in questi termini: Gli uomini che si possono amare e stimare, più ancora gli uomini che ci capiscono, sono incredibilmente rari, ma è colpa nostra, siamo venuti al mondo venti o trenta anni troppo tardi…. Aveva gioito a lungo nell’incontrare un uomo che era stato giovane al tempo di questo “Giovane hegelismo” condannato, cioè reso tabù dal 1850 — un tempo che egli ammirava per la “vivacità tutta particolare del suo spirito”. Si era preparato a questo in contro attraverso le sue letture a Naumbyrg, durante le vacanze. Ed è con E. Mushacke, un veterano di quell’epoca, che fece rapidamente amicizia con questo giovane partito all’assalto del cielo e gli propose di darsi del tu, con cui trascorse in seguito due settimane.

Non è affatto pensabile che Mushacke non abbia parlato ad un Nietzsche allo stesso tempo interessato e competente del suo amico Stirner, che non abbia avuto «L'Unico» nella sua biblioteca e che Nietzsche non abbia divorato lì quest’opera. Poté leggervi, allorché vi si recava, grazie alla critica della religione di Feuerbach e di Strauss e forse anche alla critica dei Vangeli di Bauer, come, perché e in che senso questi atei siano ancora delle “persone pie”. Poté leggervi che Dio era morto, di immoralismo, di nichilismo, ecc. Vide come qualcuno si era posto al di là del Bene e del Male e aveva filosofato con il martello — tutto ciò, era, per un essere altamente sensibile come Nietzsche una sovraddosaggio intellettuale appena assimilabile. All’ebbrezza mentale che essa suscitò in lui seguì un vero affondamento, l’autoterapia, la crisi iniziale, la fuga nella filosofia di Schopenhauer da una parte e, dall’altra, nell’insensibile stupida … dovuta al mio lavoro di boscaiolo filologo. Lettera di Friedrich Nietzsche a Hermann Mushacke del 14 marzo 1866 Anche se Nietzsche non ha più parlato in seguito di questa “epoca un tempo ammirata di attività dello spirito”, non ne ha non di meno realizzato il grande progetto evocato, in modo ancora euforico, nella sua lettera del 19 ottobre a E. Mushacke — a dir il vero in modo inverso. Non ha continuato la filosofia dei Lumi atea e radicale preparata dai Giovani hegeliani ed iniziata da Stirner — egli l’ha superata.Parto dall’ipotesi che Nietzsche ha nutrito per un breve arco di tempo l’idea di rianimare e di sviluppare la filosofia dei Lumi radicale di Stirner. Tuttavia, la sua opera filosofica, benché vi si possano trovare numerose tracce di questo autore, mirava a superarlo soffocandolo ed è così nell’ottica di questa funzione che egli la concepì molto spesso (cfr. la ricezione clandestina di Stirner evocata all’inizio). È egualmente nell’ottica di questa funzione che si può vedere un netto parallelo con l’evoluzione di Marx, cfr. Laska, Bann, Teil 1: Marx und Marxforschung; op. cit. (n. 18), Teil 2: Nietzsche un d Nietzscheforschung, op. cit. (n. 18).

Dopo la sua doppia fuga, Nietzsche interruppe la relazione stabilita nell’esuberanza con E. Mushacke, in modo certo brusco ma non spettacolare. Non gli scrisse più, pregando suo figlio Hermann, nelle lettere che gli inviò occasionalmente, di salutarlo con la stessa formula di un tempo, prima della loro fraternizzazione e come se non si fossero mai conosciuti: Porgi la mia stima ai tuoi genitori oppure: Salutami i tuoi cari genitori! Non si è più recato a fargli visita, per quanto se ne sappia, durante i suoi rari viaggi successivi a Berlino. Da parte sua, il veterano Giovane hegeliano, che aveva intrapreso, dopo i suoi anni folli, la carriera nell’insegnamento di Stato, non se la sarà presa per questo con Nietzsche. E Mushacke Junior, che Nietzsche qualifica come uomo amabile, non sembra secondo ogni evidenza nemmeno aver notato qualcosa della grande crisi che fu forse il cambiamento di strada più importante nella carriera del suo compagno di studi.


Crediti
 Bernd A. Laska
 La crisi iniziale di Nietzsche
 SchieleArt •   • 




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