
Tralasciando anche il valore di affermazioni come «vi è in noi un imperativo categorico», si può sempre ancora domandare che cosa dice una tale affermazione su colui che l’afferma? Vi sono morali che hanno il compito di giustificare il loro autore di fronte ad altri; altre devono tranquillizzarlo e metterlo in accordo con se stesso; con altre egli stesso vuol mettersi sulla croce e umiliarsi; con altre egli vuole vendicarsi, con altre nascondersi, con altre trasfigurarsi e porsi al di fuori, in alto e lontano; questa morale serve al suo autore per dimenticare, quella per far dimenticare sé o qualcosa di sé; taluni moralisti vorrebbero esercitare sull’umanità forza e estro creativo; altri, e forse persino lo stesso Kant, dando ad intendere con la loro morale: «quello che vi è di stimabile in me è che io so ubbidire – e per voi non deve essere diverso» – insomma, anche le morali sono soltanto una mimica delle passioni.
Al di là del bene e del male
Per la storia naturale della morale
Pinterest • Angela Betta Casale •







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