Quell'oltre
Acqua di velluto che sembra ferma e si muove, va oltre senza scorrere, tanto che basterebbe seguirla perché quell’oltre sempre vietato, sempre accennato dai sogni, fosse qui e ora.
Ma importa, ora, quell’oltre? Della contemplazione del limite – di quel necessario perdersi, nascondersi, interrompersi della visione – la vita sembra nutrirsi, come l’uccello delle Upanishad che guarda il frutto senza mangiarlo.
È un sapore improvviso, di intensità quasi straziante: che forse unisce in sé quello dell’ultima, tiepida acqua prenatale, già mischiata alla cruda aria del mondo, e quello stranamente ferale dell’acqua dolce che diviene salata all’estuario.

Crediti
 • Cristina Campo •
 • Gli imperdonabili •
  • In medio Coeli •
 • SchieleArt •   •  •

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