Racconti del monte Tai
Il termine daoismo è usato nei testi che trattano la Cina per coprire un’ampia varietà di fenomeni, dalla classificazione bibliografica di testi filosofici – che includono Zhuāngzǐ, Laozi ed altri lavori – a vaghi modi di sentire: l’amore per la natura, la ricerca della libertà personale, la concomitante antipatia per l’ordine sociale ispirato dal confucianesimo, un sentimento scambiato e condiviso, nel corso della storia della Cina, da un numero di ex funzionari eremiti e delusi. In quest’ottica il daoismo ed il confucianesimo devono essere visti come i poli yin e yang del pensiero cinese. Praticamente ogni figura della storia della società cinese, che non possa essere identificata come confuciana, è adatta ad essere considerato daoista. Questi ultimi comprendono quindi guaritori, mistici, terapeuti-intellettuali, sciamani, alchimisti, ricercatori dell’immortalità, figure provenienti dalla religione popolare che riuscivano a trovare menzione nelle storie dinastiche, ed anche i pochi confuciani che, alla fine delle loro vite, si allontanavano dalla società e trovavano conforto in uno dei lavori filosofici, classificati dal punto di vista bibliografico come daoisti, od anche nella religione daoista stessa.

Crediti
  Early Daoist Scriptures
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