Ragioni di sicurezza
Gli uomini si sono così abituati a vivere in condizioni di crisi perenne e di perenne emergenza che non sembrano accorgersi che la loro vita è stata ridotta a una condizione puramente biologica e ha perso ogni dimensione non solo sociale e politica, ma persino umana e affettiva. Una società che vive in un perenne stato di emergenza non può essere una società libera. Noi di fatto viviamo in una società che ha sacrificato la libertà alle cosiddette ragioni di sicurezza e si è condannata per questo a vivere in un perenne stato di paura e di insicurezza.

Crediti
 Giorgio Agamben
 Chiarimenti
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Quotes per Giorgio Agamben

Da Kafka: che c’è salvezza, ma non per noi: che siamo, cioè, salvi solo quando non c’interessa piú esserlo. Avviene come quando volevamo andare a tutti i costi in un certo luogo, ma poi, lungo la strada, camminando e vivendo, ce ne dimentichiamo. Se qualcuno ci avverte che siamo arrivati, scrolliamo le spalle come se la cosa non ci riguardasse.

Nell'isola di Prospero: che, come il mago deve a un certo punto separarsi da Ariele e dai suoi incantesimi, viene anche per il poeta il momento di congedarsi dalla sua ispirazione. Certo in questo modo anche la vita perde il suo incanto. Ma l'angelo silenzioso che prende ora il posto di Ariele si chiama: Giustizia. Detto in altre parole: la filosofia consiste nel tentativo di un poeta – cosí arduo che quasi nessuno ci riesce – di far coincidere l'ispirazione con la giustizia.

Che Eichmann fosse un uomo comune sembra assodato. Il fatto è che proprio la mente dell'uomo ordinario costituisce per l'etica un'inesplicabile rompicapo. Come Eichmann, l'uomo comune conosce nel processo il suo feroce momento di gloria, l'unico, in ogni caso, in cui l'opacità della sua esistenza acquista un significato che sembra trascenderlo.

Il problema della filosofia che viene è quello di pensare un'ontologia al di là dell'operatività e del comando e un'etica e una politica del tutto liberate dai concetti di dovere e volontà.

Dove c'è racconto, il fuoco si è spento, dove c'è mistero non ci può essere storia.