Regole della favola
Chi, in un modo o nell’altro, non è passato per le favole, lasciando che qualcuno ce le racconti, per poi raccontarcele da noi, per cui, diventa importante come ci si passa, come pure tornarci su quando è il caso; e il libro, questo libro, può arrivare a caso, che non è poi, così arbitrario come si pensa, perché non è detto… che non faccia al caso tuo.

Per me Biancaneve gliela dava ai sette nani, inizia da qui l’autore, da quello che è il titolo del suo libro, con una certa irriverenza se vogliamo, ma indispensabile in un paese impostato sul si fa, ma non si dice, dove la menzogna è consacrata, è parola sancita che pensa di istruire mentre ostruisce. Ragion per cui, lo scrittore, presente e assente allo stesso tempo, muovendo con filosofia, taglia via ogni traguardo, con quella punta d’ironia, lasciando solo il percorso, la narrazione, che si perde e si ritrova, in uno spazio che sia solo movimento, senza nessun residuo. E il movimento, nasce dal sapere di un bimbo a cui si nasconde quella sessualità che conosce molto bene, visto che lo attraversa e lo sostiene; da qui nasce ed è la sua linfa vitale, il primo punto dunque da colpire per renderlo un bimbo e un adulto poi, gestibile. Alice lo sa però, che I mostri vengono a turbare il sonno, ma di notte quando i mostri dormono. Alice? Vero, Alice qui sembra mancare, eppure vi scorre, non più angosciata ma divertita, ormai abituata ai suoi rovesci, ragion per cui può essere lo stesso autore… eh tutto può succedere quando si è manipolatore di paradossi. Del resto, è importante chi, il nome, il sesso, quando tutto si rovescia, buon senso e senso comune? Salta in aria l’identità, la prima favola di questo percorso, e per assurdo, si apre uno spiraglio di senso, quel senso che si era perduto nei tempi, come Cappuccetto Rosso nel bosco, quel misto di ingenuità, disobbedienza, paura, e quest’ultima l’ha vinta sul senso, facendo di questo appunto, il buon senso, il senso comune. Quando l’irriverenza è d’uopo, altalenante fra favola e realtà, tanto che le due finiscono per confondersi, mettendo così in scacco la paura e riappropriandosi del testo, fino a farlo emergere. I bambini lo sanno quel che combina Biancaneve nel suo non combinare, perché il buon senso detta le regole della favola, e questo si asseconda, come pure chi quella favola racconta, senza sapere che una favola non è, proprio essendolo. Un bambino chiede qualcosa, ci dice l’autore, ed è vero, ma quel qualcosa non è una cosa e non ha una forma, è una presenza, che non si sposti altrove portata dalla sua fantasia, ma resti nell’informe, dando scacco al desiderio, che è poi sempre, l’unica e sola favola della situazione.

Crediti
 • Anna Maria Tocchetto •
 • Tutto quello che non vi dicono sulle favole •
 • Pinterest •   •  •

Similari
 ⋯ Il mondo secondo Nietzsche
119% Luis Enrique de SantiagoRecensioni
Il libro di Pavel Kouba, professore di filosofia presso l’Università Carolina di Praga, si dedica allo studio della fenomenologia e all’opera di Husserl e Heidegger; tratta l’impatto del pensiero di Nietzsche nella filosofia moderna, dedicando una special⋯
 ⋯ Il Deserto
84% Anna Maria TocchettoArticoli
Vivere certo, è un po’ il contrario di esprimere. Secondo i grandi maestri toscani, è testimoniare tre volte, nel silenzio, nella fiamma e nell’immobilità. Ci vuole molto tempo per capire che i personaggi dei loro quadri, si incontrano ogni giorno nelle v⋯
⋯  ⋯Sexistenza
81% Anna Maria TocchettoFrammentiJean-Luc Nancy
Esiste l’amore in tutta la sterminata estensione del termine, l’amore senza confini, l’amore per l’umanità, il mondo, la musica, il mare o la montagna, la poesia o la filosofia, che è essa stessa amore della sapienza. Non è così? Quest’ultima, a sua volta⋯
 ⋯ Un impensabile scrittore: Vincenzo Rabito
71% Anna Maria TocchettoArticoliLibri
Se all’uomo in questa vita non ci incontro aventure, non ave niente darracontare- E allora raccontiamo, raccontiamolo questo scrittore italiano. Scrittore a sua insaputa, il modo migliore per esserlo davvero, senza voler scrivere o essere scrittori, ma vo⋯
 ⋯ Straziami ma di baci sazziami
66% Anna Maria TocchettoCinemaGiancarlo Buonofiglio
La Recensione de Nuatri Io e Anna Maria ce semo visti il film Straziami ma di baci saziami. Stemo ancora ridenne e mo ve lo raccontemo. Anna è marchiggiana doc (o marchisciana) e io ce sto a provà, ché a me quella lingua me piace tanto. L’hai visto il fil⋯
Male comuneMale comune
65% Anna Maria TocchettoArticoli
Un processo assomiglia a un dramma in quanto che dal principio alla fine si occupa del protagonista, non della vittima. Siamo a Gerusalemme, in un’aula di tribunale che ha visto il primo processo per crimini contro l’umanità dopo quello di Norimberga, e i⋯