⋯ Marta Czok ⋯

Leggere è già problema e quindi “discussione“. La difficoltà proviene dalla relatività terminologica (il variare di significati in funzione dei contesti), poiché il lettore inserisce i termini nella propria tradizione culturale, caricando il testo di problematiche estranee ed impertinenti. La “comprensibilità” di un testo è appunto la relazione tra l’uso di parole compiuto dall’autore e l’uso delle medesime parole compiuto dal lettore; con il rischio che Platone aveva visto: che “in fondo ci si ferma alle parole e non si guarda la cosa che dal nome è indicata” , Con una certa energia lo Husserl richiama l’attenzione a quella “relatività terminologica” in cui risiede un circolo vizioso. Ma “una volta scritto, un discorso arriva alle mani di tutti, tanto di chi lo intende quanto di chi non ci ha nulla a che fare“.

Crediti
 • Giovanni Romano Bacchin •
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