Relazione con una realtà oggettuale
Il riconoscimento o identificazione (con se stessi) è la risultante di un complesso e continuo percorso conoscitivo che si svolge all’interno della memoria e dell’inconscio e consente all’individuo di ritrovare, specie attraverso il ricordo, parti di sé che gli confermino la sua identità e l’identificazione con se stesso. Per identificazione, come termine generale, si intende quel procedimento mentale mediante il quale ci poniamo in relazione con una realtà oggettuale, in particolare con un soggetto, anche in funzione della percezione della sua similarità e affinità con il nostro Io. Peraltro il fenomeno dell’identificazione è complesso, assume diverse forme e modalità, delle quali premetteremo una breve descrizione prima della trattazione de il riconoscimento. L’identificazione si pone, in un certo modo, al vertice di una gerarchia virtuale dei meccanismi di difesa, ammesso che si possa crearne una, e si pone tra le prime difese costituitesi nell’infante. Si ritiene che l’identificazione sia la prima e originaria manifestazione di un legame affettivo e conoscitivo con un altro individuo. Come tale questa difesa ha un ruolo particolare nella preistoria ed evoluzione del complesso di Edipo. Si possono connotare tre caratteri originari dell’identificazione: È la forma più originaria e primitiva di legame affettivo e conoscitivo rispetto ad una realtà oggettuale. Può costituirsi per via regressiva, come il sostituto di un legame oggettuale libidico attraverso l’introiezione dell’oggetto nell’Io. L’identificazione, inoltre, può avere origine in relazione a qualsivoglia aspetto sia posseduto in comune con un individuo che può anche essere oggetto di pulsioni di natura sessuale. Il legame reciproco dei soggetti che formano il gruppo e la massa risale ed ha la natura di quest’ultimo tipo di identificazione essenzialmente dovuta a un’importante comunanza affettiva. Qui di seguito si cercherà di riassumere cosa intenda Freud per identificazione. Il Super-io, nel bambino, assume il potere, la funzione ed anche i metodi dell’istanza parentale e ne deriva direttamente il suo mondo psichico. Alla base di questo processo sta l’identificazione. Con tale difesa un Io viene assimilato ad un altro Io e il primo si comporta così come il secondo: lo imita, accogliendolo in certo qual modo dentro di sé. Come dice Freud, l’identificazione è stata paragonata all’incorporazione orale, cannibalica, dell’altro. Tale difesa è una sorta di legame che si stabilisce con un’altra persona ed è anche la più primitiva. Inoltre identificazione e scelta oggettuale sono piuttosto indipendenti; infatti ci si può identificare anche con un individuo assunto come oggetto sessuale e si può modificare il proprio Io sul modello di tale persona. Si ritiene, comunemente, che l’oggetto sessuale eserciti un potente influsso sull’Io e ciò avviene con particolare frequenza nelle donne, tanto da costituire un tratto caratteristico della femminilità. Si può osservare una relazione fra identificazione e scelta oggettuale sia nei bambini sia negli adulti siano essi sani o malati: in caso di perdita dell’oggetto o quando sia stato abbandonato, di frequente si cerca o si trova una compensazione. Per merito di quest’ultima difesa, si identifica l’oggetto erigendolo nuovamente nel proprio Io, tanto che in questo caso la scelta oggettuale regredisce, per così dire, all’identificazione stessa.

Crediti
 • Luigi Pecchio •
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