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Smettiamo di credere che la religione possa essere utile all’uomo. Abbiamo buone leggi, e sapremo fare a meno della religione. Ma, si dice, il popolo ne ha bisogno di una, che lo diverta e lo freni. Ebbene, in tal caso, dateci allora quella che conviene a uomini liberi. Rendeteci gli dèi del paganesimo. Noi adoreremo volentieri Giove, Ercole o Pallade, ma non vogliamo più saperne del favoloso autore di un universo che si muove da se stesso, non vogliamo più saperne di un dio senza corpo ma che pure riempie tutto con la sua immensità, di un dio onnipotente che non realizza mai quel che desidera, di un essere sovranamente buono che non fa altro che malcontenti, di un essere amico dell’ordine, nel governo del quale tutto è disordine. No, non vogliamo più saperne di un dio che sconvolge la natura, che è il padre della confusione, che guida l’uomo mentre quest’uomo si abbandona ad orrori. Un dio simile ci fa fremere di indignazione e noi lo relegheremo per sempre nell’oblio da cui l’infame Robespierre ha voluto trarlo.

Crediti
 • Conte di Lautréamont •
 • Filosofia nel boudoir •
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