È dunque facile veder chiaramente quanto la nostra felicità dipenda da ciò che siamo, dalla nostra individualità, mentre non si tiene conto il più delle volte che di ciò che abbiamo o di ciò che rappresentiamo. La sorte però può migliorarsi, inoltre chi possiede la ricchezza interna non le domanderà gran cosa; ma lo sciocco resterà sciocco, lo scimunito sarà scimunito fino alla fine, foss’anche in paradiso fra mezzo le Urì. Goethe dice: Popolo, e lacchè, e conquistatori in ogni tempo riconoscono che il bene supremo dei figli della terra e solamente la personalità. W. O. Divan.
Che il soggettivo sia incomparabilmente più essenziale alla nostra felicità ed alle nostre gioie dell’oggettivo ci viene provato in tutto, dalla fame che è la miglior cucina, dal vegliardo che guarda con indifferenza la deità che il giovine idolatra, fino all’estremo vertice ove troviamo la vita dell’uomo di genio e del santo. La salute soprattutto prevale talmente sui beni esteriori che in verità un mendicante sano è più felice di un re malato. Un temperamento calmo e giocondo, proveniente da una salute perfetta e da una eccellente organizzazione, una mente lucida, viva, acuta e giusta, una volontà moderata e dolce, e come risultato una buona coscienza, ecco i vantaggi che nessun grado, nessuna ricchezza saprebbero surrogare. Ciò che un uomo è per sé stesso, ciò che l’accompagna nella solitudine, e ciò che nessuno saprebbe dargli o togliergli, è evidentemente più essenziale per lui che tutto quello ch’egli può possedere o che può essere per gli occhi altrui. Un uomo di spirito, nella solitudine la più assoluta, trova nei suoi pensieri e nella sua fantasia di che spassarsi dilettevolmente, mentre l’individuo povero di spirito potrà variare all’infinito le feste, gli spettacoli, i passeggi e i divertimenti senza riuscire a scacciar la noia che lo tortura. Un buon carattere, moderato e dolce, potrà esser contento nell’indigenza mentre tutte le ricchezze del mondo non saprebbero soddisfare un carattere avido, invidioso e malvagio. In quanto all’uomo dotato in permanenza d’una individualità straordinaria, intellettualmente superiore, può far senza della maggior parte di quei piaceri a cui generalmente aspira la gente; anzi questi non sono per lui che un disturbo ed un peso.
Orazio dice parlando di sé; V’è chi possede gemme, marmi, avorj, statuette etrusche, quadri, argento, vesti tinte di porpora di Getulia; v’è chi non si cura d’averne Ep. II, L. II, v. 180 e seg..
E Socrate alla vista d’oggetti di lusso esposti per la vendita diceva: Quante cose vi sono di cui non ho bisogno!
Così la condizione prima e più essenziale per la felicità della vita è ciò che noi siamo, la personalità; a spiegarlo basterebbe il fatto che essa agisce costantemente ed in ogni circostanza, che inoltre non è soggetta a peripezie come i beni delle altre due categorie, e che non può esserci tolta. In questo senso il suo valore può esser considerato come assoluto, in opposizione al valore solamente relativo degli altri beni. Ne risulta che l’uomo è molto meno suscettibile d’esser modificato dal mondo esterno di quello che non si sarebbe disposti a crederlo. Solo il tempo, nel suo potere sovrano, esercita egualmente anche qui i suoi diritti; le facoltà fisiche ed intellettuali s’infiacchiscono sotto i suoi colpi: il carattere morale solo rimane inattaccabile.
Sotto questo rapporto i beni delle due ultime categorie avrebbero un vantaggio sui beni della prima, siccome quelli che il tempo non toglie direttamente. Un altro vantaggio sarebbe che, essendo posti fuori di noi, sono accessibili di loro natura, e che ciascuno ha per lo meno la possibilità di acquistarseli, mentre ciò che è in noi, il soggettivo, è sottratto al nostro potere; stabilito per diritto divino, esso si conserva invariabile per tutta la vita.
Diritto divino: Espressione usata metaforicamente per indicare che le caratteristiche innate (come il temperamento o l’intelligenza) sono date dalla natura o dal destino alla nascita e non possono essere acquisite o modificate radicalmente dalla volontà umana, a differenza delle ricchezze materiali.
Urì: (O Urì di paradiso); nella tradizione islamica, sono le vergini celestiali di eterna giovinezza e bellezza che attendono i beati in paradiso; Schopenhauer le cita per sottolineare che nemmeno il paradiso più sensuale potrebbe rendere felice uno scimunito, poiché la sua incapacità di godere risiede nella sua stessa mente limitata.
Vegliardo: Termine letterario per indicare un uomo molto anziano; nel testo è usato per mostrare come il cambiamento della soggettività (dovuto all’età) muti radicalmente la percezione dei piaceri, rendendo l’anziano indifferente a ciò che il giovane idolatra (ad esempio la bellezza femminile o le passioni mondane).
Aforismi sulla saggezza nella vita
Divisione fondamentale
Traduzione Oscar D. Chilesotti
SchieleArt • •
Crescita lenta della gloria vera ⋯
D'ordinario la gloria è tanto più tardiva quanto più sarà durevole, perocché tutto ciò che è squisito matura adagio. La gloria chiamata ad esser eterna è pari alla quercia che cresce lentamente dal seme.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Estetica
Pratica della saggezza senile ⋯
Un uomo saggio non dovrebbe mai dimenticare che, se la giovinezza è il tempo per accumulare saggezza, la vecchiaia è il tempo per praticarla, senza rimpianti per la forza perduta.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia pessimista, Aforismi sulla vecchiaia
L'immaginazione della perdita ⋯
Dovremmo qualche volta sforzarci d'immaginare i beni che possediamo come ci apparirebbero dopo averli perduti e parlo dei beni d'ogni specie.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Etica
L'impossibile unisono con gli altri ⋯
Non si può essere in perfetto unisono che con sé stessi non si può esserlo coll'amico non si può esserlo con la donna amata perché le differenze dell'individualità producono sempre una dissonanza.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Psicologia
Spigolare nel campo altrui ⋯
Non faccio dunque che spigolare nel vasto campo ove altri ha già mietuto. Tuttavia per mettere un po' d'ordine nella grande varietà d'opinioni e di consigli relativi al mio soggetto, li classificherò in massime generali.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Metodo
Lettere a Lucilio di Lucio Anneo Seneca
Questo classico dello stoicismo è il compagno ideale per il testo di Schopenhauer. Seneca, come il filosofo tedesco, insiste sul fatto che la vera felicità risiede nell’animo e non nelle cose esterne. Le sue riflessioni sull’autosufficienza del saggio, sulla vanità del lusso e sulla tranquillità interiore offrono un parallelo perfetto (e una fonte d’ispirazione) per l’idea che ciò che un uomo è per se stesso sia il bene supremo.
Walden ovvero Vita nei boschi di Henry David Thoreau
Un’opera pratica che incarna la filosofia esposta nel brano. Thoreau si ritira nella solitudine dei boschi proprio per dimostrare che un uomo dotato di individualità straordinaria (o semplicemente sveglio) può vivere riccamente con pochissimo, trovando nei propri pensieri e nella natura una gioia che le feste e i lussi non possono dare. È la prova empirica che Socrate aveva ragione a dire quante cose di cui non ho bisogno!.
Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
Mentre Schopenhauer afferma che il carattere morale solo rimane inattaccabile dal tempo, questo romanzo esplora l’orrore di un’anima che cerca di sfuggire a questa legge. Dorian conserva la bellezza esteriore (ciò che appare), ma la sua personalità interiore (ciò che è) marcisce. Il libro offre una prospettiva letteraria oscura e affascinante sul primato della coscienza morale e sulle conseguenze di scambiare i beni dell’anima con quelli del corpo.

























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