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Avevo allora ventiquattro anni; per tutta la mia vita non dimenticherò l’impressione che mi fece quella prima visita. In quell’epoca Marx era sofferente e lavorava al primo volume del Capitale, che apparve soltanto due anni dopo, nel 1867; egli temeva di non essere in grado di portare a termine la sua opera e accoglieva con piacere i giovani poiché, egli diceva, “devo formare degli uomini che dopo di me possano continuare la propaganda comunista“.
Karl Marx è uno dei rari uomini capaci di stare in prima linea al tempo stesso nella scienza e nell’attività pubblica; egli collegava le attività tanto intimamente che è impossibile comprenderlo se non lo si considera nello stesso tempo come uomo di scienza e come combattente socialista.
Sebbene fosse del parere che ogni scienza debba essere coltivata per se stessa e che in nessuna ricerca scientifica sia lecito preoccuparsi delle sue eventuali conseguenze, credeva che l’uomo di scienza, se non vuole sminuire se stesso, non deve mai cessare di partecipare alla vita pubblica e non deve rimanere, come il topo nel cacio, sempre rinchiuso nella sua stanza o nel suo laboratorio, senza prendere parte alla vita e alle lotte sociali e politiche dei suoi contemporanei.
La scienza non deve essere uno svago egoistico: coloro che hanno la fortuna di potersi dedicare a studi scientifici devono anche essere i primi a mettere le loro cognizioni al servizio dell’umanità“. “Lavorare per il mondo” era uno dei suo motti preferiti.
Il cervello di Marx era armato di un’incredibile quantità di teorie filosofiche e di fatti concernenti la storia e le scienze naturali, ed egli sapeva servirsi mirabilmente di queste cognizioni e osservazioni raccolte attraverso un lungo lavoro intellettuale. Interrogandolo in qualunque momento, su qualsiasi argomento, si otteneva sempre la risposta più esauriente che si potesse desiderare, e questa risposta era sempre accompagnata da riflessioni filosofiche di portata generale. Il suo cervello rassomigliava a una nave da guerra sotto pressione ormeggiata nel porto: era sempre pronto a salpare verso tutte le regioni del pensiero. Indubbiamente il Capitale ci rivela uno spirito dotato di stupefacente vigore e di sommo sapere; per me però, e per chiunque abbia conosciuto Marx da vicino, né il Capitale né qualunque altro suo scritto rivelano tutta la vastità del suo genio e del suo sapere. Egli superava di molto le sue opere.

Crediti
 • Paul Lafargue •
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