Io non voglio vivere l’esistenza di Budda, più che quella di Confucio. Non più quella di Zenone che quella di Pitagora o di Socrate. Non più quella di Saul di Tarso che quella di Epicuro. Non più quella di Epitteto che quella di Fox. Non più quella di Savonarola o di Gerolamo da Praga, che quella di Wesley o di Giovanni Leyda. Non più quella di Fourier o di Mazzini che quella di Proudhon, di Bakounine o di Reclus. O di tant’altri noti od oscuri. Tutti costoro hanno vissuto la loro vita. Hanno esercitato la loro influenza. Io voglio vivere la mia vita ed esercitare la mia influenza, se questa vale la pena di essere esercitata. Certo, senza disprezzare le esperienze altrui, ma ricordandomi che le loro esperienze sono state relative alle loro conoscenze, alle circostanze, agli ambienti in cui sono vissuti, ai loro temperamenti infine! […] Io voglio vivere per godere della vita. Voglio sentirmi vivere. Lungo la strada, può darsi che debba lottare per strappare ai privilegiati l’accesso a possibilità di godimenti materiali. Ma nel lottare è la vita. Fino all’ultima briciola di energia, io lotterò. E talvolta anche contro me stesso, allorquando fosse il momento di eliminare quelli dei miei bisogni che mi obbligassero a dipendere oltre misura da altri. E godere della vita vorrà dire altresì selezionare, fra coloro coi quali vengo a contatto, i più atti a negare la necessità d’una autorità esterna a se stessi nella determinazione dei propri bisogni e nel governo dei dettagli della propria esistenza quotidiana. Ecco abbastanza di che occuparmi e quanto fa sì che non pensi neppure a rinunciare anzitempo alla vita.
La scrittura come rifugio intimo ⋯
Noi scriviamo non perché ciò che scriviamo abbia il minimo valore, ma per un atto di fede manifestato come una preghiera. Noi preghiamo con la penna, per confortare con la costanza originaria la fede vacillante e obbligata a traversare le sue giornate tra l'ironia, talvolta mascherata di malvagità, delle cose inanimate e di quelle viventi; noi preghiamo per chiudere in noi stessi e in ogni istante il circolo e il cielo eterno del destino; per chiudere in noi stessi il circolo magico in cui la fede e l'invitta presenza strettamente limitate e circoscritte divengono vaste come l'universo che le ignora; e tutto ritrovano nella propria inviolata solitudine.
Andrea Emo Quaderni
Filosofia del nichilismo, Scrittura come preghiera, Diaristica filosoficaLa saggezza per chi non ha denti ⋯
Saggezza ridotta all'osso per chi non ha quasi più denti.
Ambrose Bierce Il dizionario del diavolo
Satira, Aforisma, Dizionario umoristicoMateria e segno ⋯
La gouache blu in Schiele non è colore ma sostanza plastica; essa agisce come un magnete visivo che costringe lo sguardo a misurarsi con la nuda verità di un corpo che non chiede scusa per la sua esistenza.
Jane Kallir Egon Schiele. Catalogo ragionato dei dipinti
Storica dell'arte, GalleristaPraticare senza pensiero di guadagno ⋯
Anche se provi a raggiungere l'illuminazione, poiché la tua pratica è basata su un'idea egoistica, essa non aiuterà. Devi semplicemente praticare zazen nel modo giusto, con l'atteggiamento della mente di principiante, senza alcun pensiero di guadagno. Allora la vera qualità della tua vita si manifesterà.
Shunryu Suzuki Mente Zen, mente di principiante
Zen, BuddismoSaggezza universale per la vita ⋯
Questa raccolta di poesie filosofiche affronta temi esistenziali della vita umana universale. Il personaggio centrale offre saggezza antica alla folla riunita al porto. Capitoli dedicati ad amore, lavoro, gioia, dolore, morte e libertà.
Kahlil Gibran Il profeta
Poesia, Spiritualità
L’anarchia di Errico Malatesta
In questo breve ma denso saggio, Malatesta espone in modo chiaro e accessibile i principi fondamentali del pensiero anarchico. L’autore definisce l’anarchia non come disordine o caos, ma come un’organizzazione sociale basata sulla libera associazione e sulla cooperazione, senza governo né sfruttamento. Il testo smonta i preconcetti comuni e illustra come lo Stato sia la causa della disuguaglianza e del conflitto sociale. È un’opera che invita alla riflessione critica sull’autorità e propone un orizzonte di libertà e solidarietà.
L’unico e la sua proprietà di Max Stirner
Questo libro è considerato il testo fondante dell’individualismo anarchico. Stirner conduce un attacco radicale contro ogni forma di astrazione e di autorità esterna all’individuo, che egli chiama fantasmi: Dio, lo Stato, l’Umanità, la Morale. L’unica realtà per Stirner è l’Unico, l’io concreto e irripetibile, che deve affermare la propria volontà e riappropriarsi del mondo. Non si tratta di un egoismo volgare, ma di una rivendicazione filosofica della sovranità assoluta dell’individuo contro ogni dottrina che pretenda di sottometterlo.
Walden ovvero Vita nei boschi di Henry David Thoreau
L’opera è il resoconto dell’esperimento di due anni che Thoreau condusse vivendo in una capanna da lui costruita sulle rive del lago Walden, in Massachusetts. Più che un semplice diario naturalistico, il libro è una profonda meditazione sulla società, sull’economia e sulla necessità di vivere una vita semplice e deliberata. Thoreau critica il materialismo e la routine alienante della vita moderna, esortando il lettore a risvegliarsi e a scoprire le proprie verità interiori, semplificando i propri bisogni per godere appieno dell’esistenza.







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