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Conosciamo l’origine della verità, la salutiamo nella menzogna; conveniamo che un concetto sia vero, costruiamo sensi e significati, definiamo luoghi; e la memoria delle passate verità diviene leggenda o mitologia. L’uomo sa: l’uomo è consapevole che tutto ciò che lo circonda sia creazione del suo linguaggio e condivisione dei suoi simboli. Tuttavia, preferisce credere inganno il gioco sublime della letteratura, stabilendo in tal modo che la sua ideale antitesi sia la realtà. Questa ragione induce a predire che la letteratura non morirà mai, né si dissolverà progressivamente: è necessaria più degli dei agli uomini, perché gli dei dalla letteratura realmente nascono, e nella letteratura realmente muoiono. Manganelli sostiene che la letteratura sia una pseudo-teologia, perché prima sua figura retorica è l’invenzione degli dei e dell’inferno. Ci si domanda quale sia la necessità di aggiungere il prefisso “pseudo” alla parola teologia.
In questo libro troviamo non la descrizione degli elementi fisici utili ad individuare il mentitore o la cruda disamina della sua condizione di nervoso fuggiasco prossimo alla resa; ma un suo ritratto. Manganelli riferisce che costui sia l’escogitatore della letteratura fantastica:

Letteratura Fantastica

Crediti
 • Giorgio Manganelli •
 • Letteratura come menzogna •
  • 1909 •
 • Pinterest •   •  •

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