Rivedere il sole generoso ed esser libero

Ho visto i viali di eterna primavera e prima la tempesta infuriare, e ho dovuto prendere commiato, staccarmi di continuo da tutti i luoghi della vita. Le pianure i primi giorni m’erano d’intorno; allora sentivo e già fiutavo i mirabiis, i giardini muti, gli uccelli. Gli uccelli? Nei cui occhi mi vedevo rosa con occhi splendenti? Gli uccelli sono morti. Spesso piangevo quand’era autunno con occhi semichiusi. Quindi gioivo nella magnifica estate e ridevo, dipingendomi d’estate il bianco inverno. Sognavo a primavera la musica universale del vivente. Sin lì era la gioia; poi cominciarono gli ozi e le inerti scuole. Fui in molte interminabili città e mi compiansi. In quel tempo conobbi la morte del padre. I miei rozzi maestri furono spesso i miei massimi nemici. Ora devo ravvivare la mia vita! Finalmente posso rivedere il sole generoso ed esser libero.

Crediti
 • Egon Schiele •
 • Io eterno fanciullo •
 • SchieleArt •   •  •

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