Roma Town Site
Roma, lo dico subito, nell’ultima trentina d’anni è cambiata poco o nulla; o meglio lo ha fatto un po’ in male e un po’ anche in bene. Io, romano che trenta anni fa era ventenne, non capisco cosa è davvero peggiorato: mondezza trasporti sanità delinquenza cultura traffico scuole eventi … non ricordo che fossero chissà quanto migliori di oggi. Anzi.

Abbiamo una linea metro in più, maggiori treni urbani con l’anello ferroviario, più piste ciclabili e corsie preferenziali, meno traffico e un codice della strada aggiornato con più controlli (sparite corse clandestine d’auto e ragazzi in moto senza casco che impennavano e … ora gli autovelox multano a tutto spiano).
La superficie di verde pubblico cresce sempre, in percentuale e in assoluto è al vertice europeo ma ultimamente un calo dei fondi ha reso meno curato questo patrimonio enorme. Il comune ha perso le spiagge di Fregene e Fiumicino ma ha ancora 6 grandi stabilimenti comunali e spiagge libere ad Ostia, arricchita di un nuovo porto. I rifiuti sono tuttora in crisi, anche perché siamo nel periodo post Malagrotta ma, ad esempio, la differenziata aumenta.
La criminalità di ogni tipo scende costantemente. Centraline fascia verde e ZTL controllano l’aria, assai meno inquinata; in città scuola e sanità – checché se ne dica – tengono bene.
C’è un enorme circuito di biblioteche pubbliche, i musei sono tantissimi e d’eccellenza, offerte di eventi culturali e musicali, anche gratuite, sono molte. Il Parco della Musica è il primo polo concertistico d’Europa il secondo al mondo; Accademia di Santa Cecilia, Accademia Teatrale Silvio d’Amico, Accademia nazionale di Danza, Centro Sperimentale di Cinematografia, Istituto Superiore Conservazione e Restauro, RAI, Accademia dei Lincei, Premio Strega, sono alcuni dei nomi culturali di assoluto prestigio presenti in città. Si aggiungano le quattro Università pubbliche, con La Sapienza la più grande d’Europa, e una ventina di private (comprese le pontificie).
Roma Città metropolitana ha un buon fatturato nella Moda, nell’Industria e nell’Agricoltura, senza nemmeno dire di quello nei Servizi e nel Turismo. Certo c’è il dramma disoccupazione, specie tra i giovani, e dell’aumento degli indigenti ma è crisi di mezzo mondo oltre che caratteristica del capitalismo, eppure anche in questo Roma ancora regge.
Ricordiamole queste cose a chi descrive Roma solo come cencioso luogo di malaffare.

Il punto non è questo il punto però, perciò l’ho tolto subito (ognuno ha la percezione che vuole e si merita).

Il punto è un altro, completamente diverso; Roma già in fonti antiche e bibliche è vista come luogo da rispettare e disprezzare; città dalla quale difendersi, magari da emulare ma comunque da disprezzare e abbattere. Con la sua crescita e poi con l’Impero è sempre più aspirazione e perdizione: mercenari pedagoghi schiavi gladiatori architetti religiosi ricconi prostitute e miserabili aspirano alla cittadinanza romana anche senza mai essere stati a Roma.

Popoli di Gallia Italia Pannonia o Egitto sottomessi, e se si comportano bene federati, come pensavano Roma? La pensavano come forse era: grande potente opulenta militare burocratica e densa. Densa di ricchezze boria schiavismo simboli e giochi; puzzolente teatro di sangue tumulti e follie per i suoi mille intrighi e guerre civili.

Importante: sono africani slavi spagnoli nordeuropei arabi e orientali Papi Imperatori Preti Senatori Matrone Condottieri Sante Filosofi e popolani. Fin dall’inizio qui varie etnie, spesso pur restando tali, si mischiano e diventano romani.
In vero per moltissimi decenni l’Urbe declina (dal VI secolo i barbari mescolano tutto e la romanità emigra a Costantinopoli Ravenna e altri centri ): caprette brucano al Colosseo, orti e pastori sono ovunque e i marmi classici servono per costruire e rattoppare; il vescovo romano e la comunità cristiana contano ancora quanto quello di altre diocesi. Spariscono legioni e apparati, la popolazione crolla. Roma è piccola silenziosa tranquilla umile: questo aspetto di quel periodo potrà servire al nostro ragionamento.

Presto però i Papi laterani e poi quelli pietrini fanno alla grande il loro mestiere, cioè fanno ponti materiali e concettuali, accompagnando avanti il mondo col Medio Evo fanno della Chiesa il primato romano; lottano appoggiano incoronano e scomunicano Re e Imperatori degli “imperi romani” e la città diventa ancora Centro della Fede della Politica dell’Arte e poi del Barocco.
Quella Roma dei Papa Re, già mèta di sangue di Galli Barbari Bizantini Pirati e Saraceni ora prova il Ducato, il tribunato di Rienzi, l’occupazione di lanzichenecchi e napoleonici, la precoce Repubblica mazziniana, l’ossessione garibaldina.
Una cosa è da far notare: mentre c’è il potere del Papa Re ( e dei Vescovi/Principi) avvengono sul suolo romano tanti accadimenti appena sopra riassunti, cioè, avvicendamenti pressioni signorie e occupazioni ci sono durante il contemporaneo governo papalino che non viene scalzato. A lungo in questa città molti poteri forti coesistono (fatto non diffusissimo, altra peculiarità).
Infine arrivano i piemontesi che riducono il papato a micro-stato ma fanno Roma capitale d’Italia. Il primo Re dell’Italia unita abita al posto del Papa nel Quirinale; ministeri istituzioni e quartieri umbertini portano nuovi valori e nuovi mali; ora scandali politici ed imprenditoriali cominciano ad essere moderni e in capo a mezzo secolo un altro vezzo attecchisce a Roma, forse la prima maggioranza e poi dittatura di destra del mondo odierno. Ventennio di illusioni costrizioni e distruzioni, da allora tragicamente emulato e ambito, cresce e muore qua come una perfida meteora a coda lunga.
Ancora da notare, insieme al Re sabaudo che sta a Roma 70 anni coesistono palesemente più poteri stratificati. Infatti oltre all’influenza del Papa, sempre presente, c’è il Parlamento poi il Duce e poi l’occupante nazista. Solite mescolanze.
A seguire sui 7 Colli Il Referendum la Costituente e la Repubblica; con loro tutte le doppie Ambasciate mondiali (una per l’Italia un’altra per il Vaticano), gli organismi sovranazionali ( F.A.O., UNHCR e Banca Mondiale dell’ONU), nei palazzi romani arrivano De Gasperi Andreotti Craxi Berlusconi Prodi Renzi … al Campidoglio Darida Argan Petroselli Carraro Rutelli Weltroni Alemanno Raggi, a S. Pietro salgono Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo Sesto, Papa Wojtyla, Papa Francesco. Persone e organismi che avranno pur dato qualcosa al crogiuolo cittadino, o no? Ed è impossibile provare a citare le persone della cultura e del costume, da … Virgilio a Pasolini da Caravaggio a Fellini da Palestrina a Morricone dai Gladiatori ai Cesaroni, che hanno contribuito a formare la mente occidentale operando in questa città.

Curiosità: da 180 anni a Roma ha sede con tanto di extraterritorialità anche un Gran Maestro … Sovrano senza terra riconosciuto all’ONU: lo SMOM, Ordine Militare cavalleresco di Malt;, figuriamoci, pure un re senza terra ha patria qui.

Marco d’Eramo nel presentare un recente saggio che si occupa di flussi turistici parla di come la tendenza ad una forte omologazione dei modelli organizzativi delle città, gli standard di vita, unita al desiderio di conservare preservare (alla UNESCO per capirci) una città è farla morire. Le antiche città non le avremmo avute se non avessero avuto modo di sedimentare su loro stesse, se non avessero rifatto e sbagliato “piani regolatori” (quelli del passato noi li chiamiamo espressioni di potere). Uniformare imbalsamare sterilizzare una città perché “bella” e “antica” la uccide in quanto la città è tale se è un organismo vivente altrimenti diventa un reperto. Ovviamente messa sotto vetrina diventa un ottimo affare, carina narrabile e ben gestibile ad esempio dal business della più importante industria odierna, il turismo.

Sia chiaro, ci sono metropoli città e paesini belli importanti storici e vivi quanto o più di Roma, non è ne potrebbe essere una gara, si tratta di indicare delle peculiarità e di portare avanti un ragionamento.

Roma tuttavia non è … Berna Rovigo Potenza e nemmeno Amburgo o Birmingham, per citare città più grandi. Qua la mobilità la confusione gli intrallazzi gli interessi e soprattutto la risonanza mediatica è a livelli top. Perché ogni settimana ci sono almeno due o tre manifestazioni (politiche sindacali scolastiche), praticamente ogni giorno ci sono più cortei sit-in processioni flash-mob scioperi e comizi. Rappresentanti e delegazioni estere vengono continuamente per Roma e per il Papa che, tra l’altro, settimanalmente riempie piazza San Pietro di gente venuta da fuori. Non passa mese senza funerali solenni o di stato o beatificazioni, senza concerti eventi sportivi o politici importanti. Ebbene tiene, tiene alla grande la città, è bella, funziona, riceve e dà. Certo accadono fatti brutti, ci sono cose scandalose e tante che dovrebbero andare assai meglio ma come potrebbe essere diversamente, se non altro per legge statistica di probabilità?

E spiace dirlo ma come Roma non sono, ad esempio, Berlino Londra Milano Mosca Parigi Vienna o Washington (in ordine alfabetico) che non avendo internamente uno Stato (tra l’altro rappresentante la più longeva istituzione vivente) e neanche una parte di territorio sul mare, non hanno quell’apertura secolare al mondo. Il Vaticano – prima della Riforma Protestante guida unica del Cristianesimo per un millennio, è stata la luce forse più potente d’Occidente ma anche dopo ed oggi mantiene un ruolo di peso – ha dato a Roma, unica città al mondo con uno Stato dentro, genetica consuetudine a ricevere persone e idee da tutta la terra, continuamente. Così come pure il mare, fino al 1800 la via più usata per le grandi distanze, che prima via Tevere arrivava ai porti in città, altro fattore che abitua l’animo agli scambi. Perciò poche città hanno tali aperture formative nel carattere. Roma da millenni è come dice il famoso film, Città Aperta, e nonostante gli anni della recente globalizzazione raramente i luoghi hanno così stratificata quest’indole tanto viva della nostra città, che non è, non può e non deve diventare città come tante altre ma continuare ad essere unica.

Dicicamolo alla romana
Nun se po’ ridurre a n’apparato de bus e de cassonetti Roma, emblema spirituale de città occidentale; qua so venuti imperatori papi guerrieri filosofi, qua so nati scesi saliti e morti tutti. Miraggio a piedi per mesi di marcia di pellegrini romei, tutte le strade portano qua dove vescovi principi artisti e schiavi hanno fatto e fanno guerre leggi cose e figli.
De Roma da sempre hanno parlato male (e bene) tutti perché è un’entità mentale. Ancora più di un luogo Roma è un concetto. Noi che ce stamo e non s’accorgemo e chi nun ce vive vede co’ occhi stranieri e pensa la città da non romano, da provinciale; magara pè loro noi dovemo da diventà peracottari … ordinati allineati funzionali … ma la Roma da mulino bianco e da spot la vonno i non romani oppure i romani che se so fatti rincojonì da burini che rosicano e hanno loro interessi a screditare oppure non hanno li strumenti giusti pè capì. Allora daje a fa servizi in Tv e sui giornali che Roma cià er degrado, a mafia, er casino … ovviamente da profani sbajeno ed esagerano.
Intrigo miscuglio e coesistenza di tendenze qua so’ letteralmente de casa. Posto dove quasi tutto parte o prima o poi arriva, ecco (insieme a religiosi mignotte baraccati nobili sante e lottatori) traffichini, politicanti, arrivisti, palazzinari e paraculi che da secoli fanno parte della nostra fauna urbana. Scusate: furfanti e palazzinari dove volete che vanno a Brescia, a Lione? Ma … in finale, che cazzo ce vanno a fa a Brescia e Lione? Ce saranno pure là arrivisti e palazzinari certo ma quelli bravi o ambiziosi stanno a Roma, direi. Tanti, troppi non sanno come funziona questo luogo, pensano e ripensano e lo vorrebbero rovinà cioè fa diventà come certi posti morti de sonno che se vantano solo de strade pulite e trasporti precisi.

Insomma, se nasci cavallo o figlio de cavallo, mentre te ne stai bello bello a corre nel vento che succede te arriva quello e te dice ” lo vedi, diventa come me, guarda come so’ bello io che so’ zebra, tutto ben vestito a righette colorate”? … nasci fijo de gazzella e t’arriva quello e te fà “guarda me come so’ preciso, alto flemmatico a macchiette colorate perché so’ giraffa” o per la precisione nasci figlio de lupo t’arriva quello che dice “io so gajardo e importante, sono cane, ordinato e obbediente, ar guinzaglio me amano e baciano e pure quanno caco me puliscono”. Aho bravi, restate zebre giraffe o cani, noi semo lupi, scusate tanto ma c’è la biodiversità!

Rivogliamo per caso quella Roma rurale e fuori storia di fine Impero? Quella era silenziosa frugale regolare; pregavano (temendo i barbari) facevano formaggi e costruivano co’ materie di scarto. Volemo quella? No, noi no, qualcuno pare de si.

Insomma, teneteveli (… ammesso che ce li avete mejo de qua) i bus e i marciapiedi lucidi, noi non dobbiamo e non possiamo avere modelli; a qualcuno non è chiaro ma dove abitiamo noi c’è un nome che non ha bisogno di presentazione! Se tu sei de Pavia Bristol Manila Boston Pietroburgo Brindisi Mogadiscio Lima … io posso nun sapè dov’è, oppure lo so … sta là, un po’ più su verso destra humm in quella nazione e regione … de lato vicino a … ma, aho, ndo stà Roma lo sanno pure i sassi, cioè i serci. Qua chi è fortunato ce nasce, chi vuole ce viene e ce resta, chi non vuole se ne va ma, dico, noi stessi nun se famo venì er mal de testa e voi altri nun rompete li cojoni: i Giochi, lo sapete, a Roma so’ fatti da tempo e non a caso chi perde il pelo ma non il vizio è proprio er lupo. Dunque ragazzi, vabbene aggiustamenti e migliorie ma con calma e pè favore anche perché su che cos’è e come vive una città, se proprio ve serve, possiamo dà lezioni.


Crediti
 • Uldio Calatonaca •
 • Roma Town Site •
 • 1979 •
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