⋯
Sento la vita scricchiolare in me per l’eccesso di interiorità, ma anche di squilibrio. È come un’esplosione incontrollabile, che può far saltare irrimediabilmente in aria anche te. All’estremo della vita senti che essa ti sfugge, che la soggettività è un’illusione, e che in te si agitano forze di cui non sei responsabile, sottoposte a un dinamismo estraneo ad ogni ritmo definito. Ai confini della vita c’è qualcosa che non sia occasione di morte? Si muore di tutto ciò che è come di tutto ciò che non è. Ogni esperienza diventa quindi un salto nel nulla. Quando hai vissuto fino al parossismo, fino alla suprema tensione, tutte le cose che ti ha offerto la vita, sei pervenuto a quello stato in cui non c’è più niente che si possa ancora vivere. Anche senza aver dato fondo a tutte le esperienze: basta aver esaurito le principali. E quando ci si sente morire di solitudine, di disperazione o d’amore, le altre emozioni non fanno che prolungare questo amaro corteggio. La sensazione di non poter più vivere dopo tali vertigini deriva anche da una consunzione puramente interiore. Le fiamme della vita bruciano in un crogiolo da cui il calore non può uscire. Gli individui che vivono su un piano esteriore sono salvi in partenza; ma che cosa hanno da salvare, se non conoscono il minimo rischio? L’eccesso d’interiorità e il parossismo degli stati d’animo conducono in una regione estremamente pericolosa, perché un’esistenza troppo consapevole delle sue radici non può che negare se stessa. La vita è troppo limitata, troppo frammentaria per resistere alle grandi tensioni. Tutti i mistici non ebbero forse, dopo le grandi estasi, il sentimento di non poter più vivere? Che cosa possono dunque ancora aspettarsi dal mondo coloro che sentono al di là del normale la vita, la solitudine, la disperazione e la morte?

Crediti
 • Emil Cioran •
 • Al culmine della disperazione •
 • Pinterest •   •  •

Similari
 ⋯ Il nulla esteriore
54% Emil CioranFrammenti
Ci sono due modi di sentire la solitudine: sentirsi soli al mondo o avvertire la solitudine del mondo. Chi si sente solo vive un dramma puramente individuale; il sentimento dell’abbandono può sopraggiungere anche in una splendida cornice naturale. In tal ⋯
 ⋯ La sfumatura
40% EstrattiPaolo Sorrentino
Tutto quello che non sopporto ha un nome. Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità. Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza. I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata. L⋯
 ⋯ Egon Schiele ⋯ Senso di perdita
35% Emil CioranSchiele Art
Perché essa fa seguito all’atto sessuale, perché si è tristi dopo una sbornia formidabile o un eccesso dionisiaco, perché le grandi gioie sono foriere di tristezza? Perché di tutto lo slancio consumato in questi eccessi restano solo il sentimento dell’irr⋯
 ⋯ Pedro Páramo
34% EstrattiJuan Rulfo
Álvaro Mutis salì a grandi falcate i sei scalini di casa mia con un pacchetto di libri in mano, separò dal mucchio il più piccolo e sbellicandosi dal ridere mi disse: – Leggi questo, cazzo, e impara! – Era Pedro Páramo. Quella notte non potei dormire prim⋯
 ⋯ Il leone malato
28% EstrattiRainer Maria Rilke
Va su e giù come le sentinelle sulla cinta delle mura, dove tutto finisce. E, come nelle sentinelle, c’è nostalgia in lei, pesante nostalgia in brani. Come sotto il mare, da qualche parte, devono esserci degli specchi, specchi delle cabine di navi affonda⋯
 ⋯Ogni guadagno è una perdita
24% Emil CioranFrammenti
Tutto è possibile e niente lo è; tutto è permesso e niente. Qualsiasi direzione s’imbocchi non sarà migliore di un’altra. Realizzare qualcosa o niente, credere o no, è lo stesso, come lo è tacere o gridare. Si può trovare una giustificazione a ogni cosa, ⋯