MuralesNei nostri giorni la gran parte delle persone non si chiede più pensosamente, perché vive, da dove viene, dove va, ma desidera solo esprimersi come incurante e debordante affermazione di sé. La nostra civiltà rimuove le domande esistenziali, per definizione prive della possibilità di una risposta immediata, e le trasforma in richieste facilmente esaudibili qui e ora:
«Da dove vengo?» diviene «Quanto guadagno?»; «Dove vado?» si trasforma in «Che cosa mi compro?», e l’interrogazione sul senso della vita è ormai solo una raccolta di informazioni sul prezzo delle cose. Così quei pochi che ancora riflettono sul senso della vita si ritrovano a praticare una specie di esercizio di resistenza civile la cui posta in gioco si chiama 𝘚𝘢𝘱𝘪𝘦𝘯𝘴, ovvero la nostra umanità. È in corso infatti un grande processo di trasformazione che mira a farci retrocedere al precedente livello di F𝘢𝘣𝘦𝘳, o più precisamente a 𝘏𝘰𝘮𝘰 𝘧𝘢𝘣𝘦𝘳 𝘦𝘵 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘶𝘮𝘦𝘯𝘴: a questo tende lo strapotere dei potentati economici, i «dominatori di questo mondo tenebroso», come li avrebbe chiamati san Paolo».