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L’immortalità dell’anima non è una speranza riposta nel Dio che salva, ma è concepita come qualcosa di connaturato all’essenza stessa dell’anima umana, immortale per sua natura. Non c’è bisogno che Dio intervenga per far sì che ciò che è “naturale” naturalisticamente si compia. Privata di questa dimensione, non c’è più nessun motivo perché la fede cristiana debba essere preferita ad una qualunque altra concezione umanistica. Ma per questa via l’annuncio di salvezza è diventato puramente spirituale, extrastorico ed extraspaziale, ed è uscito dal cuore degli uomini.

Crediti
 • Sergio Quinzio •
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