Le nostre falsità come autentiche verità

 ⋯ Era meglio il caffè e, anche se decaffeinato era molto meglio dell’unica bustina che era rimasta nella scatolina per fare l’infuso. Mirtillo e frutti misti: così era scritto nella confezione che avevo comperato in un discount insieme alla camomilla.
Poi avrei fatto prima, se voleva il caffè, ma no! Julián vuole complicare tutto, a tutto lo pone sul lato difficile e anche se non sembrerebbe perché se lo vedi, in fondo, sembra uno che non ha problemi e che non li ha mai avuti in vita sua; con lui si respira sempre la calma come quella che c’è al centro di un ciclone dove tutto sembra nitido e se guardi oltre il confine, dove esistono gli eventi della vita terraquea, noti un gran caos tendente a creare un effimero ordine arbitrario e confuso. A lui era chiaro e per questo motivo molto confuso, però non confuso di suo ma confuso perché appunto non era tutto chiaro, tutto era velato; dove si girava vedeva veli e non quelli pietosi, stesi magari a coprire quegli scheletri appesi in qualche eventuale armadio polveroso in cantina. No, lui si confondeva perché tutto era falso, mi raccontava che prima di arrivare pensava era un bel posto. Bello lo era, era divertente anche e sembrava un circo, ma non poteva immaginare che questo circo era una forma perenne di vita. Insomma non concepiva l’idea che dopo il rocambolesco percorso della materia, dal suo botto all’interno di una supernova, si darebbe luogo a un circo, dove esseri viventi passano per lungo tempo della loro corta vita a fare i pagliacci. Io mi incavolavo con lui perché offendeva anche a me e non soltanto al resto degli abitanti del pianeta. Quando sentiva che mi offendeva si metteva a piangere e mi abbracciava, mi chiedeva venia e comprensione per la sua poca fede dalle nostre autentiche verità, che sarebbero la totale falsità – vere e proprie seghe mentali. Era una confusione tremenda, mi diceva Julián, e non sarà mai possibile stabilire un percorso salutare per salvaguardare la vita se non si pone freno a questa pagliacciata di esistenza vacua.
– Senza zucchero, vero?
– Si
Si versa l’acqua bollente nella tazza e appena ci mette la bustina l’acqua si colora. Sembrava quello solubile per come si era trasformata. Forse l’acqua calda è un reagente che fa staccare il colore additivo dato a questi troiai dentro le bustine pompate con aromi simili a quanto prescritto dal mercato.
– Ma fa veramente schifo, Sergio…
– Forse perché scotta troppo?
– No. È proprio una ciofega quello che mi vuoi fare ingoiare
– Ma anche qui fai il difficile?
– Difficile una sega, assaggia
– No, non mi va
– Allora lo sapevi ch’era uno schifo
– No, che non è uno schifo. Anzi era l’ultima bustina
– Ma a te piace questa robaccia?
– Beh, ogni tanto…
– Meglio se cambi sistema Sergio, perché questa roba ti rovina anche se sei già parecchio rovinatelo.
– Ma non ti piace per niente?
– Noeee, butta via sta schifezza
– E che ti do?
– T’avanzato il caffè?
– L’h’appena fatto!
– Allora portalo anche a me che ti seguito a raccontare la storia dell’occhio.
– Ancora? Che palle…
– Mica è finita!
Similari

 ⋯ Il caso Nietzsche
1521% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯


 ⋯ Il mercantile
776% IneditiSergio Parilli
Magari è troppo presto, ma i sognatori, hanno sempre lo sguardo perso, sicuramente piacevole nei loro pensieri e sorridono… ma, anche se sono solo due righe con due soli sostantivi, l’emozione è sempre la stessa per il poeta. Siamo nel periodo di un’attra⋯


Gustave Doré ⋯ Elia distrugge i messaggeri di AhaziaCirca la nostra condotta verso noi stessi
725% Arthur SchopenhauerDoré GalleryFilosofia
4.° Il manovale che aiuta a fabbricare un edifizio, non ne conosce il progetto, o non l’ha sempre sotto gli occhi; tale è pure la posizione dell’uomo mentre è occupato a dividere uno per uno i giorni e le ore della sua esistenza in rapporto all’insieme de⋯


 ⋯ L’onore
671% Arthur SchopenhauerFilosofia
La discussione sull’onore sarà molto più difficile e molto più lunga di quella sul grado. Prima di tutto dovremo definirlo. Se a tal uopo dicessi: «L’onore è la coscienza esterna, e la coscienza è l’onore interno», la definizione potrebbe forse piacere a ⋯


Marina PodgaevskayaSulla differenza delle età della vita
608% Arthur SchopenhauerFilosofia
Voltaire ha detto mirabilmente bene: Qui n’a pas l’esprit de son âge De son âge a tout le malheur. Converrà dunque che, per chiudere queste considerazioni eudemonologiche, gettiamo uno sguardo sulle modificazioni che l’età porta in noi. In tutto il corso ⋯


Egon Schiele ⋯ Circa la nostra condotta verso gli altri
581% Arthur SchopenhauerFilosofiaSchiele Art
21.° Per mettersi fra la gente è utile portar seco una buona provvista di circospezione e d’indulgenza; la prima ci garantirà dai danni e dalle perdite, l’altra dalle contese e dagli alterchi. Chi è chiamato a vivere fra gli uomini non deve respingere in ⋯